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23

apr 19
LE "CICALE" BERDYCH E DIMITROV
Tomas esce dai primi 100, Grisha lascia i top-40
Thomas Berdych (foto Getty Images)
Belli e impossibili, di fisico, di aspetto e anche di tennis, col servizio che spacca e i colpi giusti da fondo, più anche la volée. Biondi e sciupafemmine, Tomas Berdych e Grigor Dimitrov sono quelli che, come direbbe Giulio Andreotti, sono stati logorati dal potere che non hanno avuto. Da lunedì, il 33enne ceco è uscito dai primi 100 come non gli capitava dal 25 gennaio 2004 e il 27enne bulgaro ha lasciato i primi 40 come non gli accadeva dall’11 febbraio 2013. Quindi, da numeri 2 impropri, dietro i famosi Fab Four, Federer-Nadal-Djokovic-Murray, perché troppo lontani come rendimento e qualità, perché non sono mai riusciti a disturbare, figurati a contrastare e ad emulare veramente i mostri, sono retrocessi automaticamente a numeri 3. Incapaci, da bellissime cicale, di racimolare le poche briciole-Slam lasciate dai fenomeni, cedendole a formiche magari più sgraziate, ma sicuramente più umili, come i potenti omoni Wawrinka, Del Potro e Cilic.

I due candidati fenomeni, mai realizzati in proporzione al talento, hanno in comune una caratteristica decisiva: entrambi sono sfuggiti dalle loro responsabilità, preferendo - a parte un fugace tentativo - allenatori più morbidi. Berdych era talmente poco convincente, come soldatino del durissimo tennis pro, che il connazionale Ivan Lendl si è persino rifiutato di fargli da super-coach, bocciando definitivamente le sue ambizioni Slam. Che pure, nel 2010, dopo aver eliminato Federer, l’avevano portato alla finale di Wimbledon, proponendolo alle semifinali degli altri Major. A riprova di un bagaglio tecnico di estrema qualità, come confermano i 13 titoli Atp di singolare, il numero 4 in classifica del maggio 2015, e le due Coppe Davis conquistate. E Dimitrov non è mai riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta di “baby Federer”, che imitava nello stile del rovescio a una mano e anche del magico dritto, ma non certo nella continuità, nella dedizione, nella decisione nell’inseguire gli obiettivi più duri ed impegnativi. Per cui, malgrado qualche sporadica fiammata, mille promesse e tante illusioni, malgrado abbia vinto 8 titoli Atp e sia arrivato anche al numero 3 del mondo il 30 novembre 2017, proprio non ha saputo andare oltre un titolo Masters 1000, a Cincinnati 2017. Lo stesso bottino massimo di Berdych, a Parigi Bercy 2005. Anche se tutti e due si consolano ampiamente nella comune residenza fiscale da super ricchi di Montecarlo, Tomas, con quasi 30 milioni di soli premi ufficiali e la bella, invidiatissima, mogliettina, l’ex modella Ester Satorova, “Grisha”, coi 16 milioni di dollari di premi e con l’attrice Nicole Scherzinger, l’ultima starlette con cui s’accompagna, dopo aver fatto strage anche nel tennis, da Serena Williams a Maria Sharapova.
Basterà al loro ego?



di Vincenzo Martucci

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5

Concordo con i commenti su Berdych, rimanere nei top 10 negli anni in cui padroneggiano i Fab 4 non e' male e poi arrivare ad essere pure numero 4 del mondo dietro a Djokovic, Federer e Nadal sono risultati da campione...

di Ralph (Mercoledì, 24 Aprile 2019 09:25)

4

Dove sarebbe biondo Dimitrov?

di Mah! (Mercoledì, 24 Aprile 2019 00:05)

3

Paragone senza senso. Uno (Dimitrov) in tutta la sua carriera ha vinto un master 1000 e un Atp finals nell'anno in cui erano out tutti i più forti (se non sbaglio infatti in finale ha battuto Goffin) ed è stato top ten per un breve periodo; l'altro (Berdich) lo è stato per molti anni e ha fatto finale a Wimbledon e semifinale in altri slam e ha vinto due volte la Davis praticamente da solo

di Lanalba (Martedì, 23 Aprile 2019 23:00)

2

Concordo con Nadia, troppo duro il giudizio su Berdych, soprattutto in confronto con l'esaltazione che ora si fa di Fognini, che ha vinto un torneo importantissimo ma che, per il resto, ha spesso deluso. Berdych non ha mai vinto uno Slam, ma auguro a Fabio di arrivare agli stessi suoi risultati e alla sua classifica...

di Big John (Martedì, 23 Aprile 2019 13:30)

1

Ritengo che questo articolo manchi di rispetto ad un atleta professionista come Thomas Berdych che sicuramente ha lavorato per rimanere nei primi 10 giocatori al mondo per otto anni consecutivi e che dare per ottimo allenatore un grandissimo tennista come Ivan Lendl che però ha dimostrato ben poco ancora come allenatore. Al momento non mi sembra che con Zvever abbia fatto grandi progressi seguito da lui.
Per quanto riguarda Dimitrov ritengo che il talento non basti per diventare dei forti giocatori ma servono altre qualità che non tutti hanno la fortuna di avere, vedi Fognini.

di nadia61 (Martedì, 23 Aprile 2019 10:49)

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