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19

mar 19
RESTAURAZIONE O RIVOLUZIONE?
Miami: Nole punta al Settebello, ma Thiem & C...
John Isner (foto Getty Images)
Un altro squillo del nuovo corso, dei rivoluzionari che puntano a scalzare chi da anni detta legge, oppure la “restaurazione” dell’ordine costituito? E’ la domanda che accompagna l’imminente "Miami Open", secondo Atp Masters 1000 stagionale, dotato di un montepremi di 8.359.45 dollari, dopo che Dominic Thiem ha saputo mettere la propria firma su Indian Wells alzando al cielo il primo trofeo in un “1000” e negando a Roger Federer il sesto sigillo, da record, nel deserto californiano. Insomma, dopo l’affermazione di Karen Khachanov a Parigi-Bercy, ultimo appuntamento del 2018 di questa categoria di tornei, e il trionfo di Alexander Zverev nel Masters di Londra, un altro segnale che il dominio dei Fab Four nel tennis del terzo millennio vacilla sempre più.

DJOKOVIC A CACCIA DEL “SETTEBELLO” DA RECORD - A tentare di frenare questi “moti carbonari” sul cemento dell’Hard Rock Stadium (la “casa” dei Miami Dolphins di football NFL), nuova sede dell’appuntamento in Florida che prima era ospitato a Crandon Park di Key Biscayne, sono chiamati Novak Djokovic e Roger Federer. Sono infatti in infermeria, e quindi solo spettatori in questo caso, Andy Murray, alle prese con la convalescenza dopo la seconda operazione all’anca per cercare di risolvere il problema che gli ha impedito di essere competitivo nelle ultime stagioni, e Rafael Nadal, numero 2 del ranking mondiale, a sua volta bloccato dall’ennesimo infortunio, con il riacutizzarsi della tendinite al ginocchio destro, con forfait in semifinale a Indian Wells e ritorno in patria, per curarsi e prepararsi all’amata terra. Oltre allo spagnolo, l’altro big assente è l’argentino Juan Martin Del Potro, numero 8 Atp, a sua volta alle prese con i postumi della frattura alla rotula dell’ottobre scorso e una sempre più probabile operazione, con conseguente lungo stop per “Palito”. Il sorteggio ha per così dire agevolato le punte di diamante della “vecchia guardia”, che possono sfidarsi solo in finale, visto che il 37enne fuoriclasse di Basilea, numero 5 Atp e quarta testa di serie, è stato collocato nella parte bassa del tabellone, quella presidiata come secondo favorito dal tedesco Alexander Zverev, numero 3 del mondo, mentre Dominic Thiem, balzato al quarto posto del ranking grazie al trionfo californiano e terza testa di serie, è finito sopra, nella metà del serbo numero uno del mondo, ovviamente in cima al seeding - al via ci sono 15 dei primi 17 della classifica mondiale – e già sei volte trionfatore a Miami (2007, 2008, 2011, 2012, 2014-2016), leadership che condivide con Andre Agassi.




DALLA PARTE DI NOLE FOGNINI E POI ISNER - Tutte le 32 teste di serie entrano in gara direttamente al secondo turno e Nole, chiamato a riscattare l’uscita di scena a Indian Wells per mano di Kohlschreiber, esordirà contro l’australiano Bernard Tomic o un giocatore proveniente dalle qualificazioni, quindi molto probabilmente al terzo turno troverà l’australiano John Millman, poi negli ottavi uno tra Bautista Agut e Fabio Fognini (l’azzurro è la 15esima testa di serie), con possibile incrocio nei quarti con Milos Raonic o John Isner (campione in carica, nella foto), rispettivamente numero 12 e 7 del seeding, che con il servizio di cui dispongono su questi campi sono sempre clienti da prendere con le molle.

QUANTE INSIDIE PER THIEM, RE A INDIAN WELLS - Per quanto riguarda Thiem, l’austriaco debutterà con il vincente del match fra Matteo Berrettini e il polacco Hubert Hurkacz, reduce dai quarti a Indian Wells, al terzo turno potrebbe trovare, salvo sorprese, l’ungherese Fucsovics, poi probabile incrocio con Monfils agli ottavi (se il francese avrà smaltito il problema al tendine d’Achille che lo ha costretto al ritiro la settimana scorsa) e successivamente eventuali quarti contro Kei Nishikori, numero 6 del ranking e quinta testa di serie, senza trascurare il fatto che il giapponese deve disinnescare alcune pericolose mine vaganti come Nick Kyrgios, numero 27 del seeding, e il croato Borna Coric, undicesima testa di serie.

PER FEDERER ALTRO DERBY CON WAWRINKA - Scendendo nella metà inferiore del tabellone, Federer, vincitore a Miami in tre occasioni (2005, 2006 e 2017), comincerà il suo cammino affrontando al secondo turno l’australiano Ebden per poi al terzo trovarsi di fronte, come a Indian Wells, il connazionale e amico Stan Wawrinka, numero 30 del seeding (sempre che Krajinovic non gli faccia lo sgambetto…). Agli ottavi il campione elvetico vincitore di 20 Slam se la vedrebbe con uno tra Medvedev e Schwarztman, poi ipotetico quarto di finale con Kevin Anderson, sesta testa di serie (da verificare le condizioni del gigante sudafricano, con Dimitrov o Khachanov in agguato per infilarsi nel possibile corridoio).

LA SEZIONE DI ZVEREV NEL SEGNO DEI NEXT GEN - E’ all’insegna dei Next Gen lo spot di tabellone più in basso, considerando che Sascha Zverev dopo l’esordio con Querrey o Ferrer dovrebbe incrociare al terzo turno Frances Tiafoe, numero 28 del seeding (o Kecmanovic, se saprà ripetersi?), per poi negli ottavi trovare uno fra Marco Cecchinato, 14esima testa di serie, o David Goffin. E dovesse giungere nei quarti, numeri alla mano, il ragazzone di Amburgo, finalista dodici mesi fa, avrebbe una sfida di fuoco con il greco Stefanos Tsitsipas, numero 10 della classifica mondiale e ottava testa di serie (le alternative sono Cilic o un altro teen ager rampante come Shapovalov).

SINGOLARE MASCHILE



di Gianluca Strocchi

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