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gen 19
DJOKOVIC E ZVEREV “BELLI DI NOTTE”
Nishikori rischia, salutano Wawrinka e Thiem
Kei Nishikori (foto Silverii)
Che sia stato merito (o colpa?) del clima e della pioggia o meno, ha dispensato emozioni, sfide avvincenti e pure qualche sorpresa la quarta giornata di incontri nel torneo maschile degli Australian Open. E’ il caso del braccio di ferro fra Milos Raonic e Stan Wawrinka, risoltosi in favore del primo, delle sofferte affermazioni di Alexander Zverev e Kei Nishikori, senza trascurare l’uscita di scena di Dominic Thiem, n.8 del ranking e settimo favorito del seeding, e di Hyeon Chung, semifinalista dodici mesi fa. Ha dovuto attendere invece quasi l’una di notte (down under) Novak Djokovic per staccare il pass per il terzo turno, regolando comunque in tre set Jo-Wilfried Tsonga nel remake della finale 2008.

NOLE SENZA PROBLEMI CON TSONGA - Il numero 1 del mondo e del draw, che rilanciato da una seconda parte di 2018 davvero spaziale (è arrivato a 14 trofei Slam in bacheca trionfando a Wimbledon e poi agli US Open) punta al Settebello vincente in questo torneo – condivide con Roger Federer e Roy Emerson il record di affermazioni in questo Major-, nell’incontro che chiudeva il programma serale sulla Rod Laver Arena ha superato per 63 75 64, in poco più di due ore, il francese Jo-Wilfried Tsonga, in gara con una wild card (il 33enne di Le Mans è numero 177 Atp dopo un 2018 passato quasi tutto in infermeria), che nei quarti del 2010 qui aveva sgambettato Djokovic. Molto attento, il 31enne di Belgrado ha controllato la situazione da par suo, non correndo praticamente mai rischi, se non per una scivolata con capitombolo imprevisto sul terreno nel tentativo di recuperare una palla del rivale. Accattivante il terzo turno che il draw propone a Nole, il quale troverà dall’altra parte della rete il Next Gen canadese Denis Shapovalov, numero 27 del ranking e 25esima testa di serie, che in tre set ha liquidato il giapponese Taro Daniel, numero 82 Atp.

CHARDY PORTA AL 5° ZVEREV, BOLT SALVA 4 MATCH POINT – Ben più complicato è stato il compito di Alexander Zverev, costretto a battagliare per tre ore e tre quarti per domare un osso duro come Jeremy Chardy. Incamerati con una certa sicurezza i primi due parziali, il 21enne tedesco, numero 4 del ranking mondiale e del seeding, ha subito il ritorno del francese, numero 36 della classifica mondiale, che ha alzato notevolmente il livello del suo tennis (soprattutto le percentuali di prime di servizio e la solidità dei suoi colpi) riuscendo a riportare in equilibrio il confronto e a portarlo al quinto, dove però la freschezza atletica e le qualità del ragazzone di Amburgo sono venute fuori: 76(5) 64 57 67(6) 61 risultato in favore di Zverev, che dopo aver conquistato a novembre il Masters - il successo più prestigioso della sua giovane carriera – conta con l’aiuto di Ivan Lendl di trovare il giusto feeling con le prove dello Slam (i quarti al Roland Garros 2018 il miglior risultato, mentre a Melbourne non è andato mai oltre il terzo turno). In attesa di esami ancora più probanti, resta il fatto che il leader Next Gen si è aggiudicato un match che in passato avrebbe probabilmente perso. Prossimo ostacolo per lui l’australiano Alex Bolt, numero 155 Atp, che sta onorando nel migliore dei modi la wild card concessagli dagli organizzatori: il 26enne mancino di Murray Bridge, che qualche anno fa aveva detto basta con il tennis, ha infatti estromesso il francese Gilles Simon, numero 30 del ranking e 29esima testa di serie, finendo per imporsi per 26 64 46 76(8) 64 dopo aver salvato 4 match point (i primi due consecutivi) nel tie-break del quarto parziale.

NISHIKORI TREMA CON IL GIGANTE KARLOVIC – Ha dovuto faticare non poco per approdare al terzo turno anche il giapponese Kei Nishikori, numero 9 del ranking e ottava testa di serie, che dopo la sofferta affermazione iniziale sul polacco Kamil Majchrzak, numero 176 Atp, passato attraverso le qualificazioni, vittima di crampi alle gambe e alle mani dopo esser stato avanti due set a zero, è stato costretto di nuovo al quinto set per avere ragione del croato Ivo Karlovic, numero 73 Atp, che a quasi 40 anni con il suo potente servizio può ancora mettere paura: 63 76 (6) 57 57 76(10-7) il punteggio sulla Margaret Court Arena in favore del nipponico, che dopo 3 ore e 48 minuti ha potuto liberare la sua gioia, dopo essersi cavato d’impaccio da una situazione delicata sul 4-4 0-40, salvando tre palle-break consecutive che potevano essere decisive considerando i 59 ace messi a segno dal gigante di Zagabria (2 metri e 11 di altezza). "E’ all’incirca il numero di ace che io realizzo in un anno", ha commentato il 29enne di Shimane, atteso al prossimo turno dal portoghese Joao Sousa, numero 44 del ranking, vincitore a sorpresa sul tedesco Philipp Kohlschreiber, numero 32 Atp e del seeding. “E’ frustrante quando in campo non puoi rispondere a tre servizi di fila. Ma con grande concentrazione e attenzione sono riuscito a rispondere bene negli ultimi punti. E’ stato un match davvero complicato, che mi aiuterà in termini di fiducia", il giudizio del nipponico, costretto a saltare la passata edizione degli Australian Open perché convalescente dopo l’infortunio al polso destro che lo aveva pesantemente condizionato nella stagione 2017.

RAONIC IMPONE L’ALT A WAWRINKA - E’ stato un confronto all’insegna del 4 quello che ha visto protagonisti Milos Raonic, numero 17 del ranking mondiale e 16esima testa di serie, e lo svizzero Stan Wawrinka, numero 59 Atp, campione 2014 (suo primo Slam) e deciso a risalire la china dopo il lungo stop conseguente alla doppia operazione al ginocchio: quattro set, con altrettanti tie-break, per quattro ore e 1 minuto di gioco, terminate con il punteggio di 67(4) 76(6) 76(11) 76 (5) in favore del canadese, semifinalista a Melbourne nell’edizione 2016 (oltre ai quarti nel 2015 e 2017). Dopo aver dribblato all’esordio una temibile mina vagante come Nick Kyrgios, sceso al numero 51 della classifica mondiale dopo aver perso i punti del successo 2018 a Brisbane ma capace se in giornata di creare problemi a qualsiasi top player,il potente giocatore che si è affidato a Goran Ivanisevic per tornare in alto ha saputo esprimersi al meglio nei momenti chiave della partita, annullando tre set point nel tie-break del terzo e poi recuperando da 2-5 nel quarto, quando Stan the Man era andato avanti di un break, ma non è stato in grado di chiudere. Molto probabilmente le bizze di Giove Pluvio e la conseguente chiusura del tetto hanno dato una mano al buon Milos, autore di 39 ace. "Di solito gioco un po’ meglio in condizioni indoor, per cui grazie alla pioggia!", ha riconosciuto Raonic, soddisfatto per l’approdo al terzo turno grazie al match più lungo che ha vinto fin qui in carriera.


HERBERT SORPRENDE CHUNG - Anche perché dall’altra parte della rete non troverà sabato il coreano Hyeon Chung, numero 25 della classifica mondiale e 24esima testa di serie, nonché semifinalista dodici mesi fa, al quale ha imposto l’alt il francese Pierre-Hugues Herbert, numero 55 Atp: 62 16 62 64 il punteggio che ha sancito l’eliminazione del 22enne coreano con gli occhiali (il primo nella storia del suo Paese a raggiungere il penultimo atto in un Major) in un incontro anche in questo caso interrotto per una mezzoretta per consentire di coprire il campo con il tetto retrattile.

THIEM SI RITIRA CONTRO IL NEXT GEN POPYRIN - Come Chung saluta Melbourne al secondo turno anche Dominic Thiem, numero 8 della classifica mondiale e settima testa di serie, che ha alzato bandiera bianca sul 75 64 2-0 in favore del 19enne australiano Alexei Popyrin, numero 149 Atp e in gara con una wild card. L’austriaco è sembrato provato dopo il match-maratona di primo turno contro il francese Benoît Paire, terminato nella notte fra martedì e mercoledì. "Non è mai facile vincere in questo modo, però ad essere onesto ho sempre avuto la sensazione di essere dentro il match", il commento del Next Gen locale, che sfiderà per un posto negli ottavi il francese Lucas Pouille, numero 31 Atp.

CORIC E SHAPOVALOV A PASSO SPEDITO – Prosegue senza intoppi, invece, il cammino del croato Borna Coric, numero 12 del ranking e undicesima testa di serie. Il 22enne di Zagabria, che ha come coach Riccardo Piatti, ha disposto agevolmente dell’ungherese Marton Fucsovics, numero 38 Atp (64 63 64 lo score), e sulla strada per gli ottavi troverà il serbo Filip Krajinovic, numero 93 Atp, che dopo aver annullato un match point a Marco Cecchinato ha sconfitto in tre set il russo Evgeny Donskoy, numero 96 Atp.


RISULTATI GIOVEDI’ – Secondo turno (parte alta tabellone): (1) Djokovic (SRB) b. (wc) Tsonga (FRA) 63 75 64, (25) Shapovalov (CAN) b. Daniel (JPN) 63 76(2) 63, (21) Goffin (BEL) b. Copil (ROU) 57 75 62 64, (15) Medvedev (RUS) b. Harrison (USA) 63 63 63, (12) Fognini (ITA) b. Mayer (ARG) 76(3) 63 76(5), (23) Carreno Busta (ESP) b. Ivashka (BLR) 62 63 76(7), J. Sousa (POR) b. (32) Kohlschreiber (GER) 75 66 76(4) 57 64, (8) Nishikori (JPN) b. Karlovic (CRO) 63 76(6) 57 57 76 (10-7), (4) A. Zverev (GER) b. Chardy (FRA) 76(5) 64 57 67(6) 61, (wc) Bolt (AUS) b. (29) Simon (FRA) 26 64 46 76(8) 64, Herbert (FRA) b. (24) Chung (KOR) 62 16 62 64, (16) Raonic (CAN) b. Wawrinka (SUI) 67(4) 76(6) 76(11) 76(5), (11) Coric (CRO) b. Fucsovics (HUN) 64 63 64, Krajinovic (SRB) b. Donskoy (RUS) 64 76(8) 76(2), (28) Pouille (FRA) b. Marterer (GER) 76(8) 76(8) 57 64, (wc) Popyrin (AUS) b. (7) Thiem (AUT) 75 64 2-0 rit.

SINGOLARE MASCHILE



di Gianluca Strocchi

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