Internazionali BNL d'italia
Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”
Centri Federali Tennis
FIT Ranking Program
Beach Tennis
Padel
Tennis in Carrozzina
Lab 3.11
Comitato Italiano Paralimpico
SeniorTennis
www.superabile.it
LOGIN
HAI DIMENTICATO LA PASSWORD?

NEWS

INDIETRO

11

gen 19
IL SENSO DI ANDREAS PER L'IMPRESA
Andare a segno quando nessuno se lo aspetta
Andreas Seppi (foto Getty Images)
Gli uomini di molto merito, scriveva Giacomo Leopardi, “hanno sempre le maniere semplici. E sempre le maniere semplici sono state prese per indizio di poco merito”. Sarà per questo che i successi di Andreas Seppi fanno sempre rumore. Perché intorno a questo altoatesino un po' atipico, magari non così estroso ma stranamente a casa nel caldo dell'estate australiana che non perdona, non c'è l'aura dell'attesa. Ogni affermazione, così, diventa una sorpresa.

Più del successo su Schwartzman, della nona finale in carriera, la prima dal 2015, con vista sul quarto titolo ATP, della settimana di Seppi a Sydney resta soprattutto la rimonta su Stefanos Tsitsipas, il meglio insieme a Zverev di quella generazione che vuol prendersi il futuro adesso. Il passaggio dalla preparazione sulle montagne del Colorado all'esordio stagionale dall'altra parte del mondo evidentemente non lo condiziona. Gioca vicino al campo, mette pressione costante col dritto e varia di rovescio come vuole: slice bassissimi, diagonali stretti, cambi in lungolinea. Vincendo il titolo tornerebbe top-30, e non gli succedeva da tre anni, dalla vigilia dell'Australian Open 2016. L'ultima settimana in cui ancora si sarebbero fatti sentire in classifica gli effetti dell'ultima grande impresa dell'azzurro, la vittoria al terzo turno a Melbourne dell'anno prima contro Roger Federer.

Un successo vero, solido, meritato: il sesto per un italiano contro lo svizzero dei record, ma il primo in uno Slam. Una vittoria figlia più delle qualità di Seppi, della sua perfetta lettura della partita, che dalla giornata comunque non straordinaria di Federer. La tattica preparata con coach Sartori è perfetta, Seppi anticipa i tagli e non perde campo. Lo svizzero vince un punto in più, ma incassa almeno tre passanti fenomenali: due hanno scandito il tie-break del secondo set, l'ultimo ha chiuso la partita.

Ha chiuso il cerchio, per certi versi, contro lo stesso avversario che aveva tenuto a battesimo la sua prima semifinale in un torneo Masters 1000, che allora si chiamavano ancora Masters Series. Torneo di Amburgo, anno domini 2007. Sembra un'altra epoca, ma a guardare i nomi ti accorgi che forse è cambiato il mondo, è cambiato il tennis ma niente è cambiato davvero. In semifinale c'erano Djokovic e Nadal, che si sfidavano anche per il posto da numero 2 del mondo, c'era Federer e poi c'era Seppi, battuto dallo svizzero al ballo mascherato della celebrità. Molto più di un imbucato di lusso, però, visto che pochi mesi prima a Rotterdam si era preso la briga e di certo il gusto di eliminare Lleyton Hewitt e Rafa Nadal.

Certo, si esalta Down Under nel blu dipinto di blu, a Melbourne ha raggiunto la seconda settimana quattro volte negli ultimi sei anni. Ma il suo tennis ragionato è diventato emozione e passione anche nel sogno di fine estate 2012. Due vittorie epiche, verdi come la speranza di un grande futuro per il tennis azzurro, rosse come la terra del Foro Italico, bianco come i marmi delle statue e dei gradoni del Campo Pietrangeli che ha saputo far ribollire di un entusiasmo trascinante, questo sì decisamente inatteso. Dopo 30 sconfitte di fila, è tornato a battere un top-10, John Isner, che crolla fisicamente al terzo set. E sarebbe già una vittoria da tramandare, la prima contro uno dei primi dieci giocatori del mondo da Amburgo 2008. Un filo rosso fra due luoghi simbolo, e ce ne sarebbe abbastanza per della facile psicologia. Se non fosse che poi arriva l'ottavo di finale contro Wawrinka, arrivano la rimonta, i tre tie-break, i sei match point salvati. Una progressione geometrica che fa dell'azzurro il più versatile della sua generazione.

È anche il primo italiano di sempre ad aver vinto un torneo ATP sull'erba, a Eastbourne nel 2011. Ci ha aggiunto anche altre due finali e tre semifinali. Sulla superficie meno amata dagli italiani ha vinto 55 partite, più di ogni altro nell'era Open. Però Zeeshan Ali, il coach dell'India che ospiterà l'Italia proprio sull'erba a Calcutta, nel presentare le insidie della sfida al quotidiano The Times of India, si è preoccupato più di Fognini. Seppi non l'ha praticamente considerato. Non avrà letto abbastanza Leopardi.



di Alessandro Mastroluca

Commenti

di' la tua, scrivi un commento a questo articolo
COMMENTA QUESTO ARTICOLO

2

Sull'erba bisogna soprattutto sapersi muovere con i passi giusti, e Andreas sa farlo piuttosto bene.
Secondo me il nostro capitano stera che Andres non vada troppo in fondo a Melbourne, in modo che non arrivi troppo ammaccato con la sua anca a Calcutta.

di zefran (Venerdì, 11 Gennaio 2019 18:22)

1

Sull'erba bisogna soprattutto sapersi muovere con i passi giusti, e Andreas sa farlo piuttosto bene.
Secondo me il nostro capitano stera che Andres non vada troppo in fondo a Melbourne, in modo che non arrivi troppo ammaccato con la sua anca a Calcutta.

di zefran (Venerdì, 11 Gennaio 2019 18:12)

di' la tua, scrivi un commento a questo articolo
www.lexicon.it

Federazione Italiana Tennis - P. IVA 01379601006       DPO  Cookie Policy  Privacy Policy