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16

dic 18
MUSETTI TRA SOGNO E REALTA’
“Ora punto a uno Slam junior e al circuito pro”
Coach Simone Tartarini con Lorenzo Musetti (foto Tonelli)
Ha chiuso l’anno al numero 8 del ranking mondiale junior ITF, dopo essersi aggiudicato tre tornei - il Grade 1 “Allianz Kundler German Juniors" di Berlino e i Grade 2 di Firenze e Salsomaggiore – e soprattutto essere arrivato a un passo dal trionfo agli US Open, aver raggiunto i quarti a Wimbledon ed essersi piazzato al quinto posto nel "2018 ITF Junior Masters" sui campi in cemento di Chengdu, in Cina. Risultati di rilievo che rendono Lorenzo Musetti uno dei prospetti emergenti più interessanti, non solo all’interno dei confini del Belpaese, considerando che ha solo 16 anni: fra i top-10 della classifica under 18 non c’è nessuno più giovane di lui, nato il 3 marzo 2002 a Carrara.

MUSETTI: “MI DO 9 PER IL 2018 MA LA FINALE US OPEN BRUCIA” - “Quella 2018 è stata un’ottima stagione, la migliore di sempre per me” - conferma l’azzurrino, che ha preso per la prima volta in mano la racchetta a 5 anni a casa della nonna, nello scantinato – “per cui come voto mi darei un bel 9. Certo, la settimana vissuta a New York è stata il momento da ricordare, e anche i quarti ottenuti a Wimbledon sono stati qualcosa di emozionante per tanti motivi, a cominciare dal contesto, senza trascurare i titoli conquistati nei tornei di Firenze e Salsomaggiore, e a Berlino. La principale delusione? Beh, lì per lì, perdere la finale a Flushing Meadows mi ha bruciato molto, però a mente fredda devo riconoscere che mi è dispiaciuto di più uscire al primo turno sia in Australia che poi al Roland Garros”.

“PIU’ ATTENZIONI SU DI ME MA DEVO SAPERCI CONVIVERE” - Dopo aver vinto tutto quel che c’era da vincere sia a livello individuale che con la maglia azzurra a livello di under 12 e under 14, Musetti ha praticamente saltato la categoria under 16, a parte la parentesi con la nazionale per disputare Winter Cup e Summer Cup, cimentandosi presto nel circuito Junior dove ha bruciato le tappe il ragazzo che si allena a La Spezia con Simone Tartarini. Fanno base allo Junior Tennis San Benedetto, un circolo a conduzione familiare - tre campi, due in terra e uno in cemento indoor, una piccola palestra e uno spazio che funge da club house, segreteria e ristorante – appoggiandosi spesso anche al Centro Tecnico federale di Tirrenia. Gli addetti ai lavori e chi lo aveva visto giocare conoscevano il talento cristallino di questo ragazzo, dotato di un tennis aggressivo di un rovescio a una mano che colpisce per la naturalezza del movimento, tanto da venir accostato a quello di campioni già affermati nel tour. E questo ha fatto sì che il suo nome cominciasse a circolare non solo tra gli appassionati, con la definizione di miglior speranza del tennis italiano. Del resto, l'ultimo azzurrino ad arrivare in finale agli US Open junior era stato Andrea Gaudenzi nel 1990, quando il romagnolo vinse il titolo. “I risultati ottenuti quest’anno nelle prove dello Slam under 18 mi hanno fatto conoscere ad una platea di persone più vasta” - riconosce Lorenzo, quasi con un filo di pudore – “e hanno portato maggiore attenzione mediatica su di me, in un’annata fra l’altro in cui i tennisti italiani hanno brillato nel circuito Atp. Questa crescita del settore maschile rappresenta sicuramente un ulteriore stimolo anche per noi giocatori più giovani. Certo, un po’ di pressione in più nel mio caso c’è e qualche volta ho sentito come una pugnalata allo stomaco, che schiaccia il diaframma e mi fa respirare male: però è qualcosa a cui ti devi abituare e devi saper gestire se vuoi diventare forte, infatti stiamo lavorandoci sopra. Adesso il mio compito è continuare a lavorare tranquillo e sereno, con tanta umiltà, pensando a proseguire un percorso che va avanti da un po’ di tempo, che sto compiendo grazie a Simone e alla mia famiglia. Un percorso iniziato già quando non ottenevo risultati così eclatanti: dentro di me ho sempre sognato di diventare un grande giocatore, ovviamente ora ci credo ancora di più”.

“DEVO MIGLIORARE FISICAMENTE E IN VARI ASPETTI DEL MIO TENNIS” - Proprio per questo il giovane nato nella città del marmo – nelle cave, come piazzista, ovvero chi sposta i blocchi in piano, lavora il padre Francesco, che gli ha trasmesso la passione per questo sport – è ben consapevole che tale evoluzione richiede necessariamente altri step. “So di dover migliorare molto dal punto di vista fisico e atletico, così come ho bisogno di affinare ancora un po’ e acquisire sicurezza in tutti i colpi. Del resto, ho solo 16 anni ed è normale che ci sia da lavorare per progredire su tanti aspetti del mio tennis e sul modo con cui sto in campo, oltre che sul piano mentale”, spiega Lorenzo, in autunno anche protagonista in Serie A1 con i colori del Park Genova, che in semifinale ha ceduto di misura al Circolo Canottieri Aniene, poi confermatosi campione d’Italia nelle Finali a Lucca.

“TRA I NEXT GEN PREFERISCO ZVEREV A TSITSIPAS” - Nel periodo di off season il talento toscano, iscritto al liceo linguistico, sta preparandosi per un 2019 che affronta inevitabilmente con non poche ambizioni. “Il primo appuntamento della stagione sarà in Australia, con un torneo di preparazione a Melbourne. Però poi nel corso dell’anno a livello junior giocherò solo i tornei dello Slam, come programmazione ci approcceremo al circuito professionistico anche se la novità introdotta dall’ITF non agevola il passaggio dei più giovani. Parteciperò con wild card ad alcuni tornei challenger e spero di poter raccogliere qualche punto ATP per migliorare la mia classifica. Un Next Gen a cui essere accostato? Forse per il rovescio a una mano e la predisposizione a scendere a rete, mi verrebbe da dire Tsitsipas, anche se a pelle devo ammettere che il greco non mi sta granché simpatico, personalmente preferisco Sascha Zverev come atteggiamento. Fermo restando che il mio unico grande idolo è Roger Federer”.

“COSA CHIEDO A BABBO NATALE? UN TITOLO SLAM JUNIOR” - Chissà che frequentando i Major non capiti un incontro ravvicinato con il fuoriclasse di Basilea, magari per qualche palla di riscaldamento. Ma non è questo il desiderio che Lorenzo chiederebbe di esaudire a Babbo Natale. “Ormai sono cresciuto per la letterina, però dovessi scriverla metterei una richiesta ben precisa per un regalo che mi riempirebbe di gioia: un titolo Slam junior nel 2019, senza preferenze, uno qualsiasi dei quattro andrebbe bene”.



di Gianluca Strocchi

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