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nov 18
E’ TSITSIPAS
IL NEXT GEN ATP 2018
Il greco supera in 4 set De Minaur, terzo Rublev
Next Gen 2018 : Stefanos Tsitsipas. (foto Costantini)
MILANO – C’è la firma di Stefanos Tsitsipas in calce all’edizione 2018 delle Next Gen ATP Finals, torneo riservato ai migliori otto tennisti 21 ed under, che si è concluso alla Fiera di Milano (montepremi 1.275.000 dollari, copertura integrale di SuperTennis). Nell’atto conclusivo del torneo il greco, numero 15 Atp e primo favorito di queste Finals, che aveva chiuso al primo posto il Gruppo A e in semifinale aveva piegato di misura Andrey Rublev, si è imposto sull’australiano Alex De Minaur, numero 31 del ranking mondiale e seconda testa di serie del torneo, dominatore del Gruppo B e poi vincitore pure lui in cinque set sull’iberico venerdì sera: 2-4 4-1 4-3(3) 4-3(3) il punteggio, dopo un’ora e 40 minuti di gioco, in favore del 20enne di Atene, che come era accaduto dodici mesi fa al coreano Hyeon Chung si è laureato campione da imbattuto guadagnando anche il premio bonus (in tutto per lui qualcosa come 407mila dollari).
E’ invece andato ad Andrey Rublev il terzo posto: nella “finalina” il russo, numero 68 della classifica mondiale e finalista della passata edizione, ha superato con il punteggio di 1-4 4-3(4) 2-4 4-2 4-3(3), in un’ora e 47 minuti, lo spagnolo Jaume Munar, numero 76 Atp.

TSITSIPAS DOMA IN 4 SET DE MINAUR - De Minaur e Tsitsipas si sono affrontati quattro volte nel circuito, l’ultima in ordine di tempo il mese scorso a Tokyo negli ottavi con affermazione in tre set (63 57 61) del greco che conduce così per 3 a 1 nel bilancio dei testa a testa: gli altri tre sono stati disputati tutti nel 2017, con successi dell’ateniese nelle qualificazioni di Istanbul (terra) e al 1° turno del challenger di Portorose (cemento) e unica affermazione dell’australiano sull’erba, nelle qualificazioni del challenger di Surbiton. Altri tre incroci risalgono alle competizioni juniores, con due successi di Tsitsipas nel 2015, a Roehampton (erba) e Repentigny (Canada, cemento) mentre nei quarti degli Australian Open 2016 l’ha spuntata De Minaur per 76(3) 57 60. Proprio il 19enne di Sydney ha piazzato il primo break della finale issandosi 3-2 grazie a un paio di risposte aggressive che hanno indotto all’errore l’avversario. E con due ace dal 30 pari il pupillo di Lleyton Hewitt ha fatto suo il primo set in 17 minuti. Non si è fatta attendere la reazione di Tsitsipas, che ha alzato il livello e nel secondo game ha strappato il servizio all’aussie (2-0) e poi ha pareggiato il conto (4-1) con un servizio esterno da destra sul “deciding point”. Il ragazzo di Sydney in avvio di terza frazione ha cancellato due opportunità di break e un’altra poi nel terzo game, salendo lui 2-1 al termine di uno scambio da applausi da parte di entrambi. Il 20enne di Atene ha sfoggiato solidità in tutti i fondamentali, e per assegnare il set c’è stato bisogno del tie-break: equilibrio fino al 3-3, poi due errori di diritto di De Minaur e una prodigiosa risposta incrociata stretta di diritto hanno lanciato sul 6-3 l’ateniese, pronto a chiudere 7 punti a 3 con un altro diritto sbagliato dal rivale. Nel quarto parziale sul 3-2 Tsitispas ha mancato due match point, il primo con un errore di diritto e il secondo salvato dall’australiano con coraggio e lucidità (palla corta e poi volèe lungo linea dopo il recupero del greco) così da rifugiarsi nel tie-break. Iniziato con un passante lungo linea che ha portato sul 2-0 l’ateniese, ripreso però con una gran risposta. Dopo una serie di scambi di rara intensità sul 3-3 De Minaur ha affossato in rete di diritto, errore che ha lanciato verso il traguardo il greco, che come nel set precedente ha chiuso 7 punti a 3 con un ultimo diritto lungo dell’aussie,liberando tutta la sua gioia lasciandosi cadere sul terreno. Un dato significativo che la dice lunga sulle qualità del campione Next Gen: Stefanos ha vinto ben 9 degli 11 tie-break disputati a Milano.

IL GRECO CHIUDE IN BELLEZZA UN 2018 SUPER - Ha messo dunque la ciliegina sulla torta il greco che in questo 2018 è letteralmente esploso: ha iniziato con i quarti nell'ATP 250 di Doha (partendo dalle qualificazioni) e poi a Dubai, quindi la sua prima finale nel circuito maggiore al "500" di Barcellona (fermato da Nadal), ancora una semifinale nel "250" dell'Estoril, i primi ottavi Slam a Wimbledon, la semifinale nel "500" di Washington, la finale nel Masters 1000 di Toronto (stoppato ancora da Nadal) e il primo trofeo conquistato a Stoccolma. A Milano - dove lo scorso anno da “alternate” aveva giocato solo in esibizione un set con Sascha Zverev - ha dominato il Gruppo A battendo Munar, Tiafoe e Hurkacz cedendo appena un set, nel match d'esordio con lo spagnolo. Poi la sofferta ed emozionante affermazione su Rublev venerdì sera, seguita dalla consegna a Stefanos del premio ATP come “Most Improved Player of the Year” e ora questo trofeo che consacra la sua prepotente ascesa. Verso un futuro da stella assoluta del circuito.

DE MINAUR "NEWCOMER OF THE YEAR" ATP - Nonostante l'amaro in bocca per lo stop in finale, è stato un anno da applausi per il pupillo di Lleyton Hewitt. La sua stagione si è aperta con la semifinale nell' ATP 250 di Brisbane, seguita dalla finale a Sydney, poi ha fatto ancor meglio con la finale nel "500" di Washington, quindi un'altra semifinale nel "250" di Shenzhen senza dimenticare il successo nel challenger di Nottingham. Alle Finals milanesi De Minaur – non a caso premiato con il riconoscimento ATP di “Newcomer of the Year” votato dai colleghi del tour - ha dettato legge nel Gruppo B superando Caruana, Rublev e Fritz, cedendo un set solo al russo, poi nell’intensa semifinale il successo in cinque set su Munar e nel match clou l'avvincente testa a testa, ricco di pathos, con Tsitispas.

PER IL TERZO POSTO RUBLEV PIEGA DI MISURA MUNAR – Jaume Munar e Andrey Rublev si sono affrontati per tre volte in precedenza, una a livello Atp, quest’estate a Winston-Salem (cemento), con affermazione dello spagnolo (63 62). Il maiorchino si era imposto anche nel 2014 nella finale del torneo junior di Vilena, per 76(8) 63, vendicando la sconfitta nell’ultimo atto del torneo junior del Roland Garros (62 75) che aveva fruttato al russo il titolo nello Slam parigino under 18. Il pupillo di Rafa Nadal è partito molto deciso e con un parziale di otto punti a zero è volato sul 2-0, poi con il punto decisivo ha evitato di subire l’immediato contro-break e ha chiuso sul 4-1 senza concedere chance all’avversario. Anche il secondo set si è aperto con il russo falloso e costretto a cedere il servizio con un grave errore a rete dopo essersi aperto il campo. Rublev ha saputo riprendersi subito il break, sfruttando il “deciding point” con un dritto anomalo dopo esser stato 15-40, e con un ace si è portato per la prima volta in vantaggio in questo incontro (2-1). Munar però ha tenuto con una certa sicurezza i suoi turni e si è dunque arrivati al tie-break: il 21enne di Mosca si è portato sul 3 a 1, è stato ripreso sul 3-3 ma ha di nuovo allungato con alcune accelerazioni vincenti di diritto ed è stato anche aiutato nel punto che gli è valso il 7 a 4 per il pareggio. Equilibrio anche nella terza frazione, quando sul 2-3 Rublev ha accusato un passaggio a vuoto e dal 30-0 in suo favore, commettendo anche due doppi falli, ha regalato il set all’iberico. Altalena proseguita visto che il quarto parziale è cominciato con il break in favore del biondino allenato da Fernando Vicente, finalista della passata edizione, vantaggio mantenuto sino al 4-2 che ha portato la sfida al quinto. Nel game di apertura Munar se l’è cavata da un pericoloso 15-40, così come nel gioco successivo a salvare due palle break è stato il russo, che ne ha annullata un’altra nel quarto game (dopo altri due sanguinosi doppi falli) prima di agguantare il 2-2. E allora c’è voluto un altro tie-break per dirimere l’equilibrio tra i due contendenti: Rublev ha lasciato andare i colpi, procurandosi sin da subito un piccolo vantaggio (4 a 2 al cambio campo) che è diventato un importante 6 a 2, con chiusura per 7 punti a 3 con una risposta larga dello spagnolo.

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