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09

nov 18
PREMIATI TSITSIPAS E DE MINAUR
Alle star Next Gen i riconoscimenti dall’Atp
Next Gen 2018 : Alex De Minaur. (foto Costantini)
Le due stelle più convincenti delle seconde Next Gen Finals under 21 alla Fiera di Rho (Milano) hanno ricevuto due premi Atp della stagione: il 19enne australiano Alex de Minaur ha avuto il riconoscimento “Newcomer of the Year”, cioé il nuovo arrivato, e il 20enne greco Stefanos Tsitsipas, è stato insignito del “Most Improved Player of the Year”, il giocatore che è migliorato di più.

De Minaur, il figlioccio di Lleyton Hewitt, forgiato a immagine e somiglianza di “Lleyton il selvaggio”, con straordinarie gambe, cuore e cervello tennistico, ha appena raggiunto la classifica record al numero 31, secondo più giovane “top 100” (dopo Tsitsipas), primo australiano fra i tennisti professionisti. Già all’alba del 2018 ha dimostrato di voler fare terribilmente sul serio, da wild card a Brisbane, diventando il più giovane semifinalista in dieci anni di torneo, e poi da special exempt (iscritto di diritto dopo le belle prove nel torneo precedente) a Sydney, dov’ha eliminato Verdasco, Dzumhur e Feliciano Lopez, firmando la seconda semifinale consecutiva sul cemento di casa, più giovane a riuscirci dopo Nadal nel 2005. Arrendendosi poi solo in finale, contro il più potente, Medvedev.

Dopo la negativa stagione sul cemento Usa, “Demon”, come l’ha ribattezzato lo spogliatoio, non ha avuto problemi a recuperare tutta la sua fiducia tornando sul circuito Challenger, dov’ha raggiunto la finale al torneo di Ferrero, per poi ripetersi a Surbiton e Nottingham. Il successivo acuto l’ha avuto a Wimbledon, col miglior risultato negli Slam, toccando il terzo turno grazie ai successi su Cecchinato ed Herbert, ed arrendendosi infine a Rafa. Un altro scatto l’ha effettuato a Washington con la semifinale contro Rublev nella quale ha salvato 4 match point, da 2-6 nel tie-break del secondo set, imponendosi per 8-6, e poi aggiudicandosi il terzo set per 6-4, qualificandosi alla prima finale “500”, che ha poi perso netto contro Zverev, ma l’ha promosso fra i “top 50”. Una posizione che ha confermato di poter mantenere agli Us Open, quand’ha superato Daniel e Tiafoe, cedendo a Cilic da due set a uno, soltanto al quinto, e poi a Shenzhen, raggiungendo ancora le semifinali, dove ha perso con Herbert per 10-8 al tie-break del terzo set. Dopo di che si è fermato solo contro Tsitsipas e Zverev, ed è arrivato ad ottobre un po’ scarico, come dicono i ko d’acchito a Stoccolma e Parigi Bercy, contro Kholschreiber e Feliciano Lopez. Per ripresentarsi però pronto alle Next Gen Finals italiane. Meritevole del premio di nuovo arrivato dell’anno, visto che al via della stagione era appena il numero 208 della classifica.

Tsitsipas è il giocatore che è più migliorato nella stagione perché, al di là della conquista del numero 15 del mondo (da 91 che era al via del 2018), ha davvero lavorato molto su tecnica, tattica e fisico. Riserva l’anno scorso alle prime Next Gen Finals di Milano, ha cominciato il 2018 subito forte, con i quarti a Doha (persi con Thiem), partendo dalle qualificazioni, che ha bissato a Dubai, anche se il suo exploit è stato sulla terra di Barcellona dov’ha raggiunto la prima finale Atp Tour, peraltro “500”, senza perdere un set set, piegando strada facendo tre “top 20”, incluso il 7, Thiem, cedendo solo a Nadal ed entrando fra i “top 50”, secondo a riuscirci nella storia del tennis greco dopo Nicky Kalogeropoulos nel 1973. E la settimana dopo, all’Estoril è arrivato in semifinale, collezionando il terzo successo contro un “top 10” contro Kevin Anderson.

Al Roland Garros, il più fantasioso insieme a Shapovalov fra i giocatori della nuova generazione, ha poi vinto il primo match della carriera in uno Slam, cedendo poi a Thiem, futuro finalista. Dopo di che, a Wimbledon, si fermato al quarto turno contro John Isner e, sul cemento americano, dopo le semifinali a Washington, ha raggiunto la seconda finale stagionale, a Toronto, da più giovane a battere quattro “top ten” nello stesso torneo, l’8 Thiem, il 10 Djokovic, il 3 Zverev e il 6 Anderson, salvando peraltro due volte match point, e poi arrendendosi soltanto a Nadal. Lo sforzo gli è costato caro agli Us Open, dov’ha perso al secondo turno con Medvedev, e quindi anche a Shenzhen e Metz, dov’è uscito subito di scena, anche se poi ha reagito, piegando De Minaur a Tokyo, Monfils e Khachanov a Shanghai e, soprattutto, ha trionfato a Stoccolma, eliminando fra gli altri il nostro Fabio Fognini e il redivivo Gulbis, entrando definitivamente nella storia del tennis greco come il primo ad aggiudicarsi un titolo Atp. Anche se, e giustamente, ha altri e più gloriosi obiettivi.



di Vincenzo Martucci

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