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mar 18
DJOKOVIC E LE CERTEZZE PERDUTE
“Come fosse la mia prima partita nel circuito”
Novak Djokovic (foto Getty Images)
"Era come se fosse la mia prima partita nel circuito". Con queste parole, in maniera molto onesta, Novak Djokovic ha definito il modo in cui ha vissuto l’eliminazione al secondo turno (esordio per lui) nel "BNP Paribas Open", primo ATP Masters 1000 della stagione (montepremi di 7.972.535 dollari) in corso sui campi in cemento di Indian Wells, in California. Il giapponese Taro Daniel, numero 109 Atp, con il punteggio di 76(3) 46 61 si è aggiudicato la prima sfida con il 30enne serbo (un successo che rimarrà nella sua galleria di ricordi), qui capace di iscrivere per cinque volte il proprio nome nell’albo (tre consecutive dal 2014 al 2016 e prima anche nel 2008 e 2011).

NOLE: “MI SEMBRAVA DI NON ESSERE IO IN CAMPO” - “E’ stato molto strano, durante la partita ho perso il ritmo e il resto ne è stata la conseguenza” - ha spiegato l’ex numero uno del mondo nella conferenza stampa post match – “Le ultime settimane non sono state facili per quanto riguarda la mia salute, ma ero così felice di essere di nuovo in campo così rapidamente dopo l’intervento al gomito. Allo stesso tempo, però, avevo come l’impressione di non essere io in quel match. Era una questione sia fisica che mentale, ho commesso tanti errori diretti, non riuscivo a trovare i miei punti di riferimento a fondo campo, specialmente nel rovescio, che invece è un colpo su cui ho sempre potuto contare durante la mia carriera. Tutto era strano, davvero, ma questo si spiega con il periodo che sto vivendo attualmente”.

“NESSUN RIMPIANTO, VOLEVO SOLO GIOCARE E VEDERE COSA POTEVO FARE” - Non si tratta, comunque, di una paura per un nuovo infortunio al gomito. "Non proprio, è solo il fatto che non ho giocato molto negli ultimi nove mesi, e allora ti chiedi continuamente se sei in forma o meno, è qualcosa che hai sempre in mente, anche se adesso non senti alcun dolore, perché per più di due anni c'è stato questo problema nel gomito costantemente lì, con cui convivere", riconosce Nole, che però si sforza di non vedere in modo negativo quello che è il suo peggior risultato nel deserto californiano dalla prima partecipazione nel 2006. "Volevo solo giocare e vedere cosa potevo fare, non avevo aspettative particolari. Del resto, normalmente non avrei neppure dovuto essere in gara perché i tempi di recupero per un intervento come il mio sono stimati in 5-6 settimane, ma la mia convalescenza è andata molto più veloce del previsto, mi sono preparato per questo torneo e sono sceso in campo. Non ho alcun rimpianto, mi mancavano il tennis e la competizione” - conclude il 30enne serbo – “perché sono aspetti molto importanti nella mia vita”.

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