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TENNIS NELLA CITTÀ VEGETARIANA
Le grandi ambizioni del torneo ATP di Pune
Il centrale di Pune
Da quest'anno, gli organizzatori dell'unico torneo ATP indiano hanno una responsabilità in più: mettere in piedi una transportation di buon livello per i tennisti e il personale viaggiante. Una volta atterrati a Mumbai, infatti, hanno dovuto percorrere ulteriori 150 chilometri per raggiungere Pune, sede del nuovo Tata Open Maharashtra. Il circuito ATP è sbarcato in India nel 1996: quell'anno si giocò a New Dehli, poi il torneo si è spostato a Chennai. C'è rimasto per 21edizioni. Ma se New Dehli e Chennai sono metropoli, non si può dire altrettanto per Pune. Il primo problema da affrontare, dunque, ha riguardato i trasporti. “Personalmente sono atterrato a Pune – dice il vicedirettore del torneo Tom Annear – ma la maggior parte dei tennisti sono arrivati a Mumbai, con la necessità di viaggiare altre tre ore per arrivare qui”.
Il nuovo Tata Open si gioca presso il Balewadi Sports Complex, impianto che da quattro anni ospita un torneo Challenger. Ma le esigenze di un torneo ATP sono ben diverse, anche nei piccoli dettagli. Per esempio, il colore. Il torneo si giocava su un campo verde, adesso tutto è passato al blu: dai nuovi cartelloni pubblicitari alla superficie di gioco, passando per le strutture ad arco che coprono ogni ingresso dell'impianto. “A Pune c'è ancora una mentalità da torneo Challenger – racconta Annear – ma noi abbiamo spinto molto per elevare gli standard. Abbiamo messo a disposizione tutti i dettagli e le esigenze del circuito ATP. Sono stati bravissimi: le hanno pienamente soddisfatte”. Soltanto un paio di mesi fa, l'idolo di casa Yuki Bhambri vinceva l'ultima edizione del Challenger: il giorno dopo sono iniziati i lavori di adeguamento. Hanno costruito le cabine per i commentatori TV e creato un box per il team di “Hawk Eye”. Buona parte dei 4.000 posti a sedere del campo centrale sono stati ridipinti. Un vero e proprio restyling. Il passaggio da Chennai a Pune si è concretizzato per ragioni economiche, ma c'è la speranza di dare una svolta sul piano tecnico. Nella prima settimana dell'anno, il circuito ATP propone la concorrenza di Doha e Brisbane, senza dimenticare la Hopman Cup. Per questo, Chennai ha spesso faticato per reclutare i migliori giocatori. Tempo fa è arrivato Rafael Nadal (finalista nel 2008), mentre negli ultimi anni l'unico big è stato Wawrinka, vincitore in quattro occasioni. E pensare che la vecchia sede garantiva condizioni di gioco abbastanza simili all'imminente Australian Open. Al contrario, Pune si trova a 560 metri d'altitudine, offrendo rimbalzi decisamente diversi.

“In effetti non siamo abituati a giocare in altura all'inizio dell'anno, per questo il primo turno sarà fondamentale per adattarsi e trovare il ritmo” ha detto Yuki Bhambri, attuale miglior tennista indiano. “Spostare il torneo è stato un atto di fede, quindi abbiamo dovuto apportare qualche modifica per venire incontro ai giocatori – dice Annear – per esempio, la finale si giocherà al sabato e non domenica per dare ai giocatori più tempo per recarsi in Australia”. Quest'anno il campo di partecipazione non è eccezionale, anche se in linea con gli anni passati. I “big” sono Marin Cilic, Kevin Anderson e il campione in carica Roberto Bautista Agut. C'è anche una discreta rappresentanza dei giocatori di casa. Se Bhambri ha superato il giovane Arjun Kadhe, il n.2 del paese Ramkumar Ramanathan ha colto un risultato di prestigio, superando Roberto Carballes Baena. Al secondo turno se la vedrà con Marin Cilic. Nel frattempo, ha passato le qualificazioni il giovane Sumit Nagal, piccola grande promessa del tennis indiano. Ancora più massiccia la presenza locale nel tabellone di doppio: non potrebbe essere altrimenti, nel paese di Leander Paes e Mahesh Bhupathi. Attualmente, il miglior doppista indiano è Rohan Bopanna (n.18 ATP). Per lui è un torneo speciale, poiché da ragazzino ha vissuto cinque anni a Pune, molto prima che la città diventasse un punto di riferimento per lo sport indiano.
Ha messo piede per la prima volta a Pune nel 1994, quando aveva 14 anni. “L'inizio è stato esaltante perché avevo ottenuto la mia indipendenza. Ero lontano dai miei genitori, quindi mi sembrava di avere una certa libertà”. In realtà, il tennis avrebbe riempito gran parte delle sue giornate. Si svegliava alle 5 del mattino, poi 45 minuti dopo iniziava il lavoro: per arrivare dal suo ostello alla sede di allenamento (il Deccan Gymkhana) doveva prendere la bicicletta regalata dal padre, unico mezzo di trasporto a disposizione. Doveva fare ben 14 km. “Svegliandomi alle 5, non vedevo la bicicletta come un possibile allenamento, ma volevo soltanto arrivare in tempo agli allenamenti. La cosa buona è che non c'era traffico” racconta oggi, ricordando come l'unico vero problema fosse il cibo: a Pune è pieno di vegetariani, mentre lui aveva bisogno di inserire pollo e pesce nella sua dieta. “Mi sono serviti due anni per convincere il direttore dell'ostello, ma alla fine ha iniziato a mangiare piatti non vegetariani insieme a me”.

A ben vedere, nel 1974 si è giocato a Pune un match di Coppa Davis contro l'Unione Sovietica, giocato proprio presso il Deccan Gymkhana. Tra i raccattapalle c'era Nandan Bal, futuro coach del team indiano di Coppa Davis. “Stare vicino ai giocatori, osservarli e imparare da loro è una motivazione di cui tutti abbiamo bisogno. Per me fu così” racconta oggi. La città ha ritrovato vivacità organizzativa nel 2008, con la ristrutturazione del Balewadi Stadium. Da allora, hanno organizzato la bellezza di 22 eventi internazionali (Futures, Challenger e un incontro di Coppa Davis, lo scorso febbraio contro la Nuova Zelanda). Con queste premesse, il varo di un torneo ATP era quasi automatico. A ben vedere, la genesi è stata piuttosto travagliata: lo snodo decisivo è stata l'uscita di scena del title sponsor AIRCEL: prossimo a fondersi con un'altra società, ha lasciato il torneo in braghe di tela. La federazione tennistica di Tamil Nadu (regione dove si trova Chennai) si era impegnata per mantenerlo a Chennai, ma IMG Reliance (branchia di IMG, proprietaria del torneo) ha scelto di cambiare. E così il torneo si è spostato nella regione Maharashtra, in una città non così semplice da raggiungere. Tra l'altro, a Mumbai non ci sono voli diretti per Melbourne. Gli organizzatori, tuttavia, sono ottimisti e puntano a crescere nei prossimi anni. Perso Aircel, hanno trovato uno sponsor di rilievo come Tata Motors, grande gruppo industriale che conta 300.000 dipendenti sparsi in giro per il mondo e un fatturato annuo di 70 miliardi di dollari. La ritrovata forza economica dell'evento (che peraltro ha aumentato il montepremi di 100.000 dollari) sta spingendo gli organizzatori a puntare in grande. Prashant Sutar, direttore del torneo, ha detto che l'idea è portare in India Roger Federer e Rafael Nadal. “Per il 2018 avevano contratti già firmati con altri eventi, ma in futuro faremo del nostro meglio per portarli a Pune”. Il paese di provenienza non conta: i bonifici sono tutti uguali. E allora anche l'India può sognare.



di Riccardo Bisti

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