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07

dic 17
A1: TUTTE LE STORIE DI FOLIGNO
Sfide padri-figli, gruppi antisisma, talismani...
Finali A1 2017 - I protagonisti
Ci sono tante ragioni per recarsi a Foligno oppure sintonizzarsi su SuperTennis, che per il decimo anno consecutivo offrirà le Finali di Serie A1 in diretta integrale. Un lungo viaggio partito nel 2008 a Bra e poi transitato da Rovereto, Genova, Montecatini e infine a Foligno, presso il PalaPaternesi, impianto definito “ideale” per un evento di tale portata. In primis, sarà una bella occasione di visibilità per MEF Tennis Events, società gestita con passione da Marcello Marchesini, già organizzatrice degli ATP Challenger di Todi, Perugia e Francavilla al Mare. Una realtà senza eguali nel territorio: organizzatori professionisti, capaci, che vivono di tennis per 12 mesi all'anno e sanno come mettere in piedi un evento. A ben vedere, la Serie A1 è uno pochi avvenimenti a mantenere intatto il proprio fascino a prescindere dai giocatori in campo. Un po' come accade in Coppa Davis, lo spirito di aggregazione instilla un fascino particolare. I punti pesano di più, il tifo diventa un fattore e i giocatori lo sentono. Abituati a uno sport individuale, fondato sul principio della solitudine, trovano una dimensione diversa e più appassionante. Non è un caso che sia arrivato in finale chi ha puntato su un forte spirito di squadra: Circolo Canottieri Aniene, Tennis Club Parioli, Tennis Club Prato e Club Atletico Faenza rappresentano quattro blocchi unici, granitici, in cui lo stemma sul petto vale molto più che un piccolo pezzo di stoffa da cucire sulla tuta per 7 weekend all'anno. Intendiamoci: le gare a squadre sono un'importante fonte di guadagno per i giocatori. Spesso servono a sostenere l'attività in modo lecito, pulito, senza farsi venire strane idee. Non c'è niente di male, anzi, ma sarebbe ipocrita negarlo. Ma una volta in campo, e arrivati in finale, i giocatori sarebbero disposti a giocare gratis. Chiedetelo a ciascuno dei protagonisti di Foligno.
Chiedete ai fratelli Matteo e Jacopo Berrettini cosa rappresenta per loro il CC Aniene.
Chiedete a Francesco Bessire e Gian Marco Moroni quanto si sentano pariolini nell'anima, ancor prima che nelle viscere.
Chiedete a Maria Elena Camerin e Corinna Dentoni come mai hanno stretto i denti nonostante avessero dimostrato già tutto, con sette finali consecutive.
Chiedete a Camilla Scala il senso di rappresentare un club dove è cresciuta e dove ci sono tutti i maestri che l'hanno seguita, uno dopo l'altro, prima che le scelte professionali la portassero a Cividino.
Sarete sorpresi dalle risposte. Tutte uguali.



IL DERBY DELLA CAPITALE
Foligno dista circa 160 chilometri da Roma. Strada un po' tortuosa, come quella affrontata dal Tennis Club Parioli per acciuffare una finale che, tra i maschietti, mancava dal 1942, quando era ancora in piedi l'Asse Roma-Berlino. Che i biancoverdi potessero essere competitivi ci poteva stare, tenendo conto della competitività di Moroni e Bessire, ma pochi pensavano di vederli addirittura in finale. Il capolavoro è arrivato in semifinale, con la vittoria sul pluridecorato Tennis Club Italia. Una sceneggiatura da film: quando Bessire aveva perso da Graziani, sembrava finita. Invece Miljan Zekic ha fatto un mezzo miracolo contro Lorenzi. Ma lui viene da Belgrado, e i serbi sanno bene cosa significa lottare per una bandiera, un'ideale... figurarsi per una squadra. Il doppio di spareggio li ha spediti in paradiso e avranno con sé la forza dell'entusiasmo. Pur avendo una storia antichissima (è nato addirittura nel 1892), il Circolo Canottieri Aniene era noto per i successi in altre discipline. Eppure, piano piano, il tennis ha trovato una dimensione sempre più importante. Lo deve a Vincenzo Santopadre e a una scuola coi fiocchi, messa in piedi a tempo di record. Prima giocatore, poi capitano-giocatore, oggi soltanto capitano, l'ex top-100 ATP ha tirato su Matteo e Jacopo Berrettini, gioiellini di un club che può contare sull'esperienza di Simone Bolelli e la romanità di Flavio Cipolla, senza dimenticare Gianluigi Quinzi. I favoriti sono loro: se il quartetto del Parioli è già fatto (uno tra Zekic e Pavic, Fago, Moroni e Bessire), l'Aniene può fare un po' di pretattica. Se la presenza del Golden Boy Matteo Berrettini è certa, così come quella di Jacopo da n.4, ci si domanda se Quinzi sarà della partita dopo aver saltato le semifinali. Non mancherà Bolelli, tornato appena in tempo per dare una mano a un club che gli è sempre stato vicino, anche nei momenti peggiori. E comunque, conoscendo Santopadre, dormirà sonni tranquilli sapendo di avere a disposizione un certo Flavio Cipolla. Uno che ha tirato fuori il 110% del suo potenziale. Ma occhio al Parioli. Tanti anni fa, parlando di Vittorio Magnelli, un giornalista scrisse: “Sulla sua serietà e capacità non possiamo mettere la mano sul fuoco. Ci possiamo mettere entrambi gli avambracci”. In panchina ci vanno Riccardo Grassi e Alessandro Fuzio, ma il direttore tecnico resta lui. E non sorprende che i ragazzi del Parioli, con la lupa sul petto, rendano sempre al massimo. Sfrugugliando dentro questa sfida, troviamo storie bellissime. Ad esempio, quella di Flavio Cobolli. Classe 2001, è una giovane promessa del nostro tennis e gioca con il Parioli. Per un paio di giorni, avrà un papà per avversario: già, perché Stefano Cobolli è nei quadri tecnici dell'Aniene ed è stato molto importante, per esempio, nella crescita dei fratelli Berrettini. O vogliamo parlare del rapporto di Santopadre con il TC Parioli? Oltre ad averci trascorso una vita, è genero del mitico Zibi Boniek, socio del club da oltre 30 anni, con addirittura un quadriennio da Direttore Sportivo (2008-2012). Non sappiamo quanti romanisti e quanti laziali ci siano tra i tanti romani in gara nel weekend, ma non c'è dubbio (e non ce ne vogliano gli altri club romani) che Parioli-Aniene abbia tutte le premesse per diventare il Derby tennistico per eccellenza. Percentuali? Prendendo i singoli match, è difficile dare all'Aniene meno del 75%. Ma è un derby e, si sa, i derby sono partite strane. Il Parioli dovrà prendere il suo 25%, coccolarlo e cercare di trarne energia e motivazione.



PRATO-FAENZA, SFIDE GENERAZIONALI
Qualche settimana fa, Maria Elena Camerin ci ha confessato che le ragazze del Tennis Club Prato avrebbero anche potuto rifiutare di scendere in campo, vista la tumultuosa situazione interna del club. Se si aggiunge l'infortunio di Martina Trevisan, l'ottovolante di finali centrate dal club toscano è tutt'altro che banale. Erano sfavorite contro il TC Parioli, ma hanno rimesso in piedi la partita fino a vincere al doppio di spareggio, fuori casa, sotto le luci artificiali. Quello di Prato è un gruppo unito, speciale, antisismico. Solo così hanno tenuto vivo un campionato decisamente complicato. A una settimana dalle emozioni romane, troveranno per la terza volta in un mese il Club Atletico Faenza. Nonostante abbia dato al tennis italiano alcuni dei nomi più importanti degli ultimi 30-35 anni, il club romagnolo non aveva mai ottenuto un risultato così importante in A1. “È il risultato più bello nella storia del nostro circolo” ha detto il presidente Carlo Zoli. Tanto basta per caricare a mille un ambiente compatto, costruito senza fare il passo più lungo della gamba. La finale era nei sogni, non nei pensieri. Per non snaturare la squadra proveniente dalla A2, hanno effettuato un solo acquisto: Alice Balducci, peraltro reduce da quattro finali consecutive con il TC Genova. Da buon “talismano”, ha guidato le compagne in una cavalcata esaltante che ha consegnato a Faenza la miglior giocatrice del campionato: con 14 vittorie su 14 partite, Camilla Scala è stata la più continua, la più decisiva, la più brava. Sabato mattina, la sua imbattibilità sarà messa a dura prova da Maria Elena Camerin, mai affrontata nel girone. A differenza della finale maschile, possiamo anticipare con ragionevole certezza gli accoppiamenti: venerdì giocheranno Zucchini-Stefanini, sfida generazionale tra una 35enne e una 19enne, seguite da Dentoni (28 anni)-Balducci (31). Domenica, come detto, Scala (23)-Camerin (35) in vista di un doppio che potrebbe anche essere decisivo. A giudicare da quanto visto in campionato, le coppie dovrebbero essere Scala-Balducci e Stefanini-Camerin. Difficile fare pronostici: tutti i singolari sono aperti e potrebbe influire l'aspetto emotivo, soprattutto nel singolare d'apertura: nonostante la grande differenza d'età, sarà la prima volta in diretta TV per entrambe, con tutto il carico emotivo del caso. Equilibrio, passione e tutto quello che abbiamo descritto a inizio articolo: con questi ingredienti, abbiamo la certezza di assistere a una bella finale. Ma stavolta non chiedeteci un pronostico.



di Riccardo Bisti

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