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apr 17
SERENA E LO SLAM VINTO INCINTA
Il medico delle azzurre: “Penso non lo sapesse”
Serena Williams (foto Tonelli)
Conquistare un titolo Slam – nella fattispecie l’Australian Open – già in stato interessante, con in grembo il primo erede. E’ l’impresa che ha compiuto a fine gennaio - circa quattordici settimane orsono - Serena Williams, che ieri ha annunciato di essere incinta di venti settimane (il padre è il compagno Alexis Ohanian, cofondatore di Reddit), quindi prima di aver messo in bacheca il suo 23esimo Major.

MEDICO DELLA NAZIONALE: “IN AUSTRALIA SERENA ANCORA NON SAPEVA” - Ma come è stato possibile?, è la domanda che sorge spontanea dopo questa notizia che ha rapidamente fatto il giro del mondo. “Personalmente credo che Serena non sapesse ancora di essere incinta quando ha disputato gli Australian Open” - è il parere di Angelo Giglio, uno dei medici della Nazionale italiana di Fed Cup – “e probabilmente pensava a un ritardo nel ciclo, situazione che peraltro è abbastanza comune nelle atlete. Una cosa va sottolineata a chiare lettere: la gravidanza non è una patologia, ma un momento dello sviluppo fisico della donna. Però, specialmente nella fase iniziale della gravidanza, del concepimento e dell’impianto dell’ovulo, uno sport come il tennis e gli eventi traumatici sono sconsigliati come possibili pericoli. Si consigliano piuttosto il nuoto, lo yoga o attività come le passeggiate all’aria aperta. Anche perché rispetto al passato è cambiato il concetto del come affrontare questo periodo, i medici prescrivono il riposo solo nei casi di gravidanze a rischio”.

“OPPURE IL SUO MEDICO AVEVA ESCLUSO RISCHI” - Una situazione che va comunque appurata caso per caso. E non deve essersi, evidentemente, verificata per la campionessa americana. “Non conoscendo a fondo tutti i fatti, l’altra ipotesi che posso formulare è che il medico personale di Serena, dopo le ecografie e i vari esami richiesti, le abbia dato l’ok per disputare gli Australian Open assicurandole che la gravidanza non era a rischio. Ma solo la Williams potrà confermare questo… Di sicuro gli addominali e la sua condizione fisica, da atleta professionista, la aiuterà non poco nell’affrontare al meglio la gravidanza”, aggiunge il dottor Giglio.

SMITH COURT IN FINALE A WIMBLEDON INCINTA - Proprio Margaret Smith Court, che con 24 trofei Slam detiene il record assoluto a cui Serena tanto ambisce, era stata protagonista di un exploit – se così vogliamo chiamarlo – analogo: nel 1971 perse la finale di Wimbledon contro Evonne Goolagong Cawley, già incinta del suo primo figlio, Daniel, che sarebbe nato nel marzo del 1972. Nell’agosto dello stesso anno l’australiana tornò in campo in occasione degli US Open, arrivando fino alla semifinale, per poi nel 1973 arricchire il proprio palmares con altri tre Major. Neppure la nascita nel 1974 della secondogenita Marika indusse ad appendere la racchetta al chiodo la Court, capace di vincere ancora a Wimbledon nel 1975 in doppio misto insieme a Marty Riessen e allo US Open 1975 nel femminile in coppia con Virginia Wade. Nel 1977, ormai 35enne, vinse l’ultimo incontro di singolo della sua carriera, sconfiggendo 57 76 63 Greer Stevens al terzo turno del torneo Virginia Slims di Detroit, poi saputo di essere in attesa del suo terzo figlio, decise di non disputare il quarto di finale contro Françoise Dürr.

GOOLAGONG E CLIJSTERS MAMME VINCENTI A LIVELLO SLAM - Oltre alla Court, il tennis ha regalato altri ritorni eccellenti ad alti livelli dopo essere diventata madre: i casi più noti sono quelli di Evonne Goolagong (vincitrice degli Australian Open 1977 sette mesi dopo il parto) e Kim Clijsters, che ha conquistato due Us Open dopo la nascita della figlia Jade. E poi ora c’è l’ex numero uno del mondo Victoria Azarenka: la bielorussa ha vinto nel 2016 Indian Wells e Miami, giocando il suo ultimo torneo al Roland Garros quando era incinta di 3-4 mesi, poi lo stop e la nascita del figlio Leo a dicembre, quindi qualche settimana fa l’annuncio del rientro in luglio, al torneo di Stanford, a sette mesi dal parto. L'entourage della Williams, 36 anni il prossimo agosto, ha confermato l’intenzione di Serena di tornare nel 2018, senza fornire altri dettagli (del resto è presto per capire intenzioni e progetti). “Proprio perché come ho detto la gravidanza non è una patologia, non ci sono problemi per un eventuale ritorno alle competizioni. Abbiamo visto tanti casi di atlete rientrate ancora più forti di prima. E questo perché anche dal punto di vista fisico dopo una maternità ci sono delle modificazioni ormonali che possono rendere una donna più forte, senza trascurare le componenti psicologiche della realizzazione nell’essere madre e della serenità derivante da tale condizione” – conclude Angelo Giglio – “che possono quindi costituire elementi in grado di rafforzare a 360 gradi l’atleta che decide di riavvicinarsi all’agonismo”.



di Gianluca Strocchi

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