Internazionali BNL d'italia
Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”
Centri Federali Tennis
FIT Ranking Program
Beach Tennis
Paddle
Tennis in Carrozzina
Lab 3.11
Comitato Italiano Paralimpico
SeniorTennis
www.superabile.it
LOGIN
HAI DIMENTICATO LA PASSWORD?

NEWS

INDIETRO

11

gen 17
BELLA E BRAVA: BENTORNATA GENIE
A Sydney si rivede la "vera" Bouchard
Eugenie Bouchard (foto Getty Images)
Bella è bella, c’è poco da dire. Con il fisico da pin-up, lo sguardo azzurro da cerbiatto e la fluente chioma bionda Eugenie Bouchard contende a pieno titolo la palma di “più bella del reame” - e conseguenti, remuneratissime sponsorizzazioni - alle solite Sharapova ed Ivanovic (anche se la serba oramai è una ex, se pure solo per il tour). E per diventare una star assoluta non ha nemmeno dovuto aspettare di conquistare il suo primo trofeo nel circuito maggiore. Però “Genie” è anche brava, decisamente: ha firmato un best ranking stellare - numero 5 - ad ottobre 2014, vinto un titolo Wta (a Norinberga, sempre nel 2014) e raggiunto le semifinali in tre Slam su quattro - Australian Open, Roland Garros e Wimbledon (dove poi è arrivata in finale) - curiosamente nello stesso anno … indovinate un po’: il 2014! Poi per lei sono arrivate due stagioni di aurea mediocrità, chiuse a stento tra le prime 50: colpa di qualche piccolo problema fisico, di un po’ di sfortuna (basti ricordare lo scivolone negli spogliatoi di Flushing Meadows, con relativa commozione cerebrale, alla vigilia degli ottavi contro Roberta Vinci agli Us Open del 2015) e … un po’ troppe copertine patinate. Forse.

TROPPI SERVIZI FOTOGRAFICI ? - Evidentemente è stata punta sul vivo “Genie” nell’intervista che ha preceduto la sua partecipazione all"Apia International Sydney", torneo Wta Premier (776.000 dollari di montepremi) in corso sul cemento della metropoli australiana, uno degli ultimi due appuntamenti prima degli Aus Open. Visto che a chi insinuava che per lei ci fossero un po’ troppe distrazione extra-tennistiche la canadese ha risposto così: ”Fare risultati, come ho fatto io, ed essere conosciuta anche fuori dal mondo del tennis grazie ai servizi fotografici sulle riviste non è certo una colpa. Me lo sono guadagnato grazie al duro lavoro” - ha sottolineato -. Per quanto riguarda il tour, io cerco di stare in una bolla e di fare le mie cose e non permetto che i pensieri o i giudizi degli altri mi limitino. Non sono nel circuito per socializzare: sono gentile con le mie colleghe ma nessuna per me è una vera amica. Piuttosto quando sono nel circuito mi concentro sul mio lavoro, per me il tennis è la priorità numero uno: non faccio più servizi fotografici che allenamenti come qualcuno insinua”. Non ha un carattere morbido la 22enne di Montreal (è nata il 23 febbraio del 1994), e del resto non si raggiungono i risultati che lei ha conseguito, giovanissima, senza anche un pizzico di presunzione. Ad ogni modo i fan - soprattutto maschietti, ovviamente - la adorano, e sono i numeri a dirlo: oltre un milione di follower su Instagram, qualcosina in meno su Twitter, quasi un milione e mezzo di “like” sulla sua pagina Facebook.

CI SONO ANCH’IO - Ad ogni modo a Sydney la Bouchard - quella "vera", con il suo tennis tutto d'anticipo - è tornata a qualificarsi per le semifinali di un Premier, cosa che non le accadeva dal torneo di Wuhan nel 2014, quando poi aveva perso la finale contro Petra Kvitova. A dirla tutta Eugenie ha raggiunto due finali anche all’inizio della passata stagione: ad Hobart, battuta dalla Cornet, e a Kuala Lumpur, fermata dalla Svitolina. Ma si trattava di tornei International, cioè di una categoria inferiore. Stavolta il risultato ha un peso specifico maggiore visto che strada facendo Eguenie, attuale numero 49 del ranking mondiale, ha eliminato Shuai Zhang, numero 23 Wta (lo scorso anno arrivata nei quarti a Melbourne partendo dalle qualificazioni), la "maestra" Dominika Cibulkova, numero 6 Wta e terza favorita del seeding, ed Anastasia Pavlyuchenkova, numero 27 Wta, senza perdere neanche un set. Ora l’attende un esame complicato contro la britannica Johanna Konta, numero 10 Wta e sesta testa di serie: La canadese si è aggiudicata in tre set l'unico precedente, disputato al secondo turno di Wimbledon 2016. Eppure prima del torneo Eugenie ha perfino giocato a fare la “lifeguard”…



2014, COME UN ANNO FANTASTICO PUO’ TRASFORMARSI IN UN INCUBO - ”Ero una novità, adesso sono io un obiettivo per le altre: credo però sia una cosa stimolante” - aveva detto la canadese ad inizio 2015 -. ”Come si dice sempre è difficile arrivare in alto, ma è ancora più difficile rimanerci”, e lei lo ha provato sulla propria pelle. “Genie” è una alla quale la grinta non ha mai fatto difetto, tutt’altro. Nel 2014 si era abbattuta come un ciclone nelle zone alte - anzi altissime - del ranking: è esplosa durante gli Australian Open 2014 raggiungendo le semifinali (seconda canadese di sempre a centrare il traguardo dopo la Basset-Seguso che ci era riuscita agli Us Open 1984) prima di arrendersi alla futura vincitrice del titolo Li Na. Poi a Parigi, ancora in semifinale, aveva dominato per un set e mezzo la Sharapova (fino a quel momento uno dei suoi idoli ma da li in avanti “acerrima rivale”) lanciatissima verso il suo secondo trofeo. Ancora meglio aveva fatto a Wimbledon dove si è arresa solo in finale ad una Kvitova ingiocabile. Fino a concludere la stagione con un best ranking da numero 5. La Bouchard, però, era una predestinata visto che aveva conquistato Wimbledon junior nel 2012 (prima canadese nella storia). ”Tutti parlano del mio straordinario 2014 ma la verità è che ho perso tutte le settimane i cui ho giocato tranne una»”, ha detto una volta riferendosi al titolo vinto a Norinberga.

UN NUOVO INIZIO - In questi ultimi due anni sono cambiate tante cose. E pure tanti allenatori dopo l’inatteso “divorzio”, a inizio 2015, da Nick Saviano, il coach che l’aveva seguita da quando aveva 12 anni, mollato per Sam Sumyk, che per lei aveva lasciato Vika Azarenka (che non aveva per nulla gradito). Chiusa in tempi brevi anche la collaborazione con il coach francese, ci sono state altre esperienze, compreso qualche mese con Tomas Hogstedt. E proprio con il coach svedese, capace di portare tra le top ten Madison Keys la scorsa stagione, “Genie” ha deciso di ricominciare, dopo essersi metaforicamente cosparsa il capo di cenere (i due avevano preso bruscamente strade diverse a marzo 2015). Ma soprattutto dopo essersi presa una lunga vacanza - la prima, vera, dopo tanti anni - nell’off-season: con sorella e cugina ed è andata prima a Londra, poi in Turchia per giocare un'esibizione, quindi alle Bahamas a rilassarsi sulla spiaggia. Che le ha ridato la voglia di allenarsi e di competere. In più ha deciso di rivolgersi a Gil Reyes, storico preparatore atletico di Andre Agassi. ”Sono una perfezionista, ma devo accettare di non essere perfetta: non posso vincere tutti i tornei. Se quest’anno ne vincerò tre sarà una buona stagione. Ma potrei anche vincerne di più o magari nessuno”, ha detto una Bouchard consapevole che la rinascita sarà lunga e complicata: “In Australia non ho grandi obiettivi perché ho iniziato un progetto nuovo e la preparazione non è stata quella che avrei voluto. Per questo, dopo Melbourne mi fermerò per rifinire la parte atletica”. Intanto dopo il ko all’esordio di Brisbane, la semifinale di Sydney le ha fatto ritrovare anche la voglia di scherzare. Sentite un po’ qui…





di Tiziana Tricarico

Commenti

di' la tua, scrivi un commento a questo articolo
COMMENTA QUESTO ARTICOLO
ITF Pro Circuit

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali è simbolo di eccellenza e made in Italy nella moda maschile. Scopri i nuovi abiti sartoriali da uomo.

www.lexicon.it

Federazione Italiana Tennis - P. IVA 01379601006       Cookie Policy