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gen 17
SARA' (ANCORA) UN AFFARE PER DUE?
Melbourne: occhio a Karolina Pliskova!
Karolina Pliskova
Può bastare una partita per ristabilire vecchie gerarchie? Dando un'occhiata alle quote dell'Australian Open 2017, sembrerebbe di sì. Pochi giorni fa, Andy Murray e Novak Djokovic si sono affrontati in finale a Doha. Era il 36esimo scontro diretto: per la terza volta in oltre dieci anni, le quote erano favorevoli allo scozzese, numero 1 del mondo e reduce da 28 vittorie consecutive. Una partita piacevole, quasi antistorica per i loro standard, ha premiato Novak Djokovic. Il serbo ha fatto il furbo: avanti di un set e di un break, si è fatto riprendere e sembrava destinato alla sconfitta. Invece ha mostrato qualche malanno fisico, ottimo per distrarre Murray sul più bello, e si è imposto in tre set. Titolo numero 67 e tutto riaperto per Melbourne. Lo scozzese resta numero 1 ATP, ma l'impressione è che il più forte sia ancora Djokovic. Pensate a Fernando Verdasco, che in Qatar ha bruciato cinque matchpoint contro Nole. Detto che contro Murray, probabilmente, sarebbe riuscito a chiudere, si è riferito a Nole parlando di “numero 1 del mondo”, salvo poi correggersi. Un lapsus che vuol dire tante cose. Ad esempio, che Murray può battere Djokovic solo se è il serbo a regalare, come accaduto nella finale del Masters. Lo pensano anche i bookmakers, che hanno (ri)piazzato Djokovic come favorito numero 1 a Melbourne Park. In fondo ci ha vinto sei volte, di cui quattro in finale contro Murray. Dati che hanno convinto gli allibratori a pagare una sua vittoria a 2,37 contro il 2,62 di Murray. L'Australian Open 2017 si presenta così, come una possibile battaglia a due. Gli altri sono lontanissimi. Volendo credere alle quote, al terzo posto troviamo Rafael Nadal e Stan Wawrinka, entrambi quotati 13. Più indietro, in un'ipotetica terza fila, ci sono Milos Raonic e Roger Federer. Via via, tutti gli altri. Ma davvero sarà un torneo a due? In effetti, sembra di sì. Diciamo che una finale senza uno dei due sarebbe una sorpresa. E una finale senza nessuno dei due sarebbe una grande sorpresa. Per scippare il titolo ai due Re, ci vuole un exploit. Il nome per eccellenza è Stan Wawrinka, bravissimo a vincere tre Slam partendo dalle retrovie. A Brisbane ha offerto un grande spettacolo: in molti se ne sono accorti e lo hanno inserito alle spalle dei migliori. Sembra che lo svizzero si sia calato in una dimensione ben precisa: vulnerabile nel tour, pericolosissimo negli Slam. Tutto sembra apparecchiato per un suo grande torneo. Rafael Nadal si presenta bene e ha già vinto a Melbourne, peraltro con altre due finali, però non sembra più competitivo per vincere uno Slam sui campi veloci. Inoltre continua ad avere un problema: la sua palla non è così profonda. Dai e dai, i più forti riescono ad essere aggressivi e a costringerlo a una difesa non così efficace. Possono essere “da corsa” Milos Raonic e Kei Nishikori. Il primo avrebbe meritato la finale già dodici mesi fa, quando un problema fisico lo ha bloccato sul più bello contro Murray, in semifinale. Ha chiuso l'anno al numero 3 ATP ed è convinto che la sconfitta a Brisbane per mano di Dimitrov sia stata un episodio: “In cui ho giocato male con la seconda palla, mentre lui ha messo in campo tante prime. La verità è che sto andando nella giusta direzione”. Prima o poi vincerà uno Slam, forse non è ancora il momento. Ci si aspetta molto da Kei Nishikori. Anche il giapponese ha dato spazio alle buone intenzioni in fase di preparazione, dicendo di sentirsi sempre più vicino a 'sto benedetto traguardo. “Finalmente ho giocato bene per tutta una stagione, adesso non mi resta che arrivare in fondo a uno Slam”. Secondo il suo coach Dante Bottini, i prossimi 2-3 anni saranno fondamentali. Il problema di Nishikori risiede nella scarsa elasticità: finché il match va come lo aveva immaginato, non ci sono problemi. Ma appena succede qualcosa di diverso va in tilt. Inutile dire che, in un'ipotetica semifinale o finale, non potrà permetterselo.

Il vincitore dovrebbe uscire da qui. Certo, milioni di appassionati si aspettano il colpo di coda di Roger Federer. Da un lato ci sono speranze: lo scorso anno ha giocato due Slam e per due volte è arrivato in semifinale. Chi lo conosce bene, a partire dall'ex coach Paul Annacone, non vede ragioni per cui non possa ripetersi. Il problema è il tempo che passa, per quanto la sua cura del fisico sia attenta e maniacale. C'è poi il fattore classifica: fuori dai primi 16, rischia di trovare un big già al terzo turno. Se è vero, come dice Roger, che nessuno sarà contento di pescarlo così presto, è indubbio che non dovrà spendere molte energie già nella prima settimana. Ogni sforzo potrebbe costargli caro sulla lunga distanza. Insomma, ci aspettiamo qualcosa di epico ma non fino al weekend finale. Ci sono poi i giovani: su tutti, i ragazzi della Next Generation. Il più interessante resta Alexander Zverev, che in Hopman Cup si è tolto lo sfizio di battere Federer. Non gli manca nulla, se non l'esperienza. Ma a Perth è bastato un redivivo Richard Gasquet per metterlo KO. Nella prima settimana, il giocatore più chiacchierato sarà Nick Kyrgios. Non passa giorno senza qualche dichiarazione, polemica o vicenda che lo riguardi. Una pressione incredibile, che lui ha dimostrato di saper gestire. Il problema, semmai, è rappresentato da un piccolo infortunio al ginocchio sinistro che si è procurato qualche settimana fa, giocando a basket. Per vincere uno Slam bisogna essere al 100% e lui, a parte le dichiarazioni di facciata, non sembra esserlo. Dovesse trovare la forma ideale nel corso del torneo, chissà. Tornando alle quote degli allibratori, ci sono altri cinque giocatori il cui successo pagherebbe meno di 100: Dimitrov, Cilic, Thiem, Tsonga e Berdych. Il primo incuriosisce per la bella vittoria a Brisbane, ma uno Slam è un'altra cosa. Gli altri possono fare la loro figura, anzi, la faranno, ma per la vittoria finale è un'altra storia. Sorprese? Difficile che esca qualcosa tra le non teste di serie, anche perché il format a 32 riduce lo spazio per le schegge impazzite. Un nome, tuttavia, ci sentiamo di farlo: Fernando Verdasco. Quando aggiusta il mirino può fare danni a chiunque. E in Australia ne ha già fatti parecchi.

AUSTRALIAN OPEN UOMINI – LE QUOTE
Novak Djokovic 2,37
Andy Murray 2,62
Stan Wawrinka 13
Rafael Nadal 13
Roger Federer 21
Milos Raonic 21
Kei Nishikori 26
Grigor Dimitrov 34
Nick Kyrgios 34
Marin Cilic 51

DONNE: LA PLISKOVA FA PAURA
Sembra che il Plexicushion di Melbourne sia più veloce del solito. La superficie restituisce bene il topspin, ma se tiri piatto hai fatto tre quarti del punto. E allora le picchiatrici dovrebbero avere qualche chance in più rispetto alle lottatrici. Più Serena che Kerber, insomma. O più Muguruza che Halep. I bookmakers vedono la Williams davanti a tutte (un suo successo paga tre volte la posta), ma c'è un nome che sembra essere un possibile investimento: Karolina Pliskova. La spilungona ceca si è tolta di dosso i timori che l'hanno accompagnata fino all'anno scorso, quando vinceva un po' dappertutto tranne che negli Slam. Allo Us Open si è ripresa tutto con gli interessi e a Melbourne si presenta meglio di tutte. A Brisbane ha dominato e il campo veloce sembra perfetto per esaltare la sua combinazione servizio-dritto. La danno come terza favorita alle spalle di Angelique Kerber, ma in questo momento vale (molto) più della numero 1. Se non si fa cogliere dalla tensione la vediamo agilmente in semifinale, seria candidata al successo finale. Di certo le diamo più chance della Muguruza e della Halep, quarte favorite a pari merito. La spagnola ha giocato benino a Brisbane e il campo veloce le si addice: in caso di buon tabellone, può essere competitiva. La Halep può puntare al numero 1 WTA a fine anno, ma crediamo che la sua migliore occasione per vincere uno Slam arriverà a Parigi. Da seguire anche Agnieszka Radwanska (prima o poi arriverà il suo momento?) e Dominika Cibulkova, che tre anni fa stava per vincere questo torneo e che sembra entrata in una nuova dimensione grazie al successo al Masters. Paga 34 una vittoria di Caroline Wozniacki, proprio come una di Johanna Konta. Entrambe hanno buone ragioni per essere ottimiste: la danese punta a tornare grande e Melbourne è la prima occasione per dimostrarlo (anche se a Sydney ha perso una brutta partita contro la Strycova), mentre la britannica può contare su Wim Fissette, il coach che – fino ad oggi – non ha sbagliato un colpo. Altra riflessione: negli ultimi quattro anni, Melbourne ha sempre accolto una semifinalista a sorpresa: Stephens nel 2013, Bouchard nel 2014, Keys nel 2015, Konta nel 2016. Con tante giovani in ascesa, non è detto che non possa esserci un nome nuovo anche quest'anno. In questo senso, piacciono Elina Svitolina e Dara Kasatkina. Ok, ma alla fine chi vince? Dovendo fare un nome a tutti i costi, diremmo Karolina Pliskova. Ma guai a dimenticare Serena Williams. Il 2017 può essere una stagione difficile per l'americana, che peraltro ha annunciato il fidanzamento ufficiale con il co-fondatore di Reddit, ma resta una giocatrice di classe, più che mai convinta a staccare Steffi Graf (ferma come lei a 22 Slam) e magari raggiungere Margaret Court, in testa con 24. Tuttavia, la filastrocca secondo cui: “Se Serena gioca bene, allora vince” è destinata a sfumare. E non sarebbe così sorprendente se succedesse già a Melbourne.

AUSTRALIAN OPEN DONNE – LE QUOTE
Serena Williams 3
Angelique Kerber 4,5
Karolina Pliskova 8
Garbine Muguruza 9
Simona Halep 9
Agnieszka Radwaska 26
Dominika Cibulkova 26
Caroline Wozniacki 34
Johanna Konta 34
Belinda Bencic 41



di Riccardo Bisti

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