Internazionali BNL d'italia
Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”
Centri Federali Tennis
FIT Ranking Program
Beach Tennis
Paddle
Tennis in Carrozzina
Lab 3.11
Comitato Italiano Paralimpico
SeniorTennis
www.superabile.it
LOGIN
HAI DIMENTICATO LA PASSWORD?

NEWS

INDIETRO

06

gen 17
DIARIO DA MELBOURNE / 1
Aus Open tra tetti retrattili, Fan Cam e...
anteprima Aus Open 2017
MELBOURNE - Craig Tiley l’aveva premesso: Wimbledon può specchiarsi, Parigi forse, Melbourne no. La sua creatura si sarebbe rifatta il trucco anno dopo anno, perché la tradizione è un vanto ma anche una zavorra. Bisogna conoscerla e coccolarla, poi metterla da parte e guardare avanti.

La prima pennellata di vernice fresca sugli ex Australiasian Championships era arrivata col cambio di data del 1977, che aveva se possibile peggiorato la situazione, aumentando la distanza tra l’evento di Kooyong e gli altri tre majors. Il makeup è proseguito 30 anni fa con il ritorno degli Australian Open all’inizio del calendario (1987), poi col salto di superficie – dall’erba al cemento, anzi al rebound ace - e col trasloco nella nuova location di Flinders Park (1988). Quindi, con un’aggiustatina al colore e alle mescole dei campi (2008), con un paio di rifiniture al logo e persino col cambio del nome dell’area, il grosso del lavoro era fatto. Infine, con l’avvento dell’era del mega direttore galattico nato in Sudafrica, l’Australian Open dell’ultimo decennio ha spiccato il volo, e l’ex gamba zoppa dello Slam ha cominciato a guidare il plotone, sfruttando il ruolo di primo appuntamento dell’anno. Quello che ha l’onore, la possibilità e quindi l’obbligo di stabilire l’andatura.

Ecco così spuntare un primo tetto retrattile, seguito da un secondo e da un terzo. Ed ecco il montepremi lievitare anno dopo anno fino a toccare i 50 milioni di dollari nel 2017. Ecco i servizi ai giocatori, gli assegni da 2,500 dollari elargiti al momento del check-in a tutti, qualificandi inclusi, le cinque racchette incordate gratis a partita, qualificazioni comprese, gli alberghi ad un tiro di scoppio dal centrale e il conto della stanza già pagato, optional a parte. Bonus e facilities che hanno reso l’Open d’Australia il major più amato dai tennisti, almeno così dicono.

E gli appassionati? Beh, intanto le coperture su Rod Laver, Hi Sense e Margaret Court hanno garantito pasti a menu fisso piu che ricchi per i telespettatori. E poi chi restava fuori dai cancelli poteva respirare l’aria di Melbourne Park grazie ai maxi schermi sparsi in giro per la città. Il pubblico pagante, dal canto suo, non chiedeva altro che alternare racchette e palline a musica e birra, ed essere intrattenuto a colpi di alcol, tennis e musica dal vivo, immerso in un’atmosfera estiva da villaggio vacanze. Tutte ciliegine su una torta già golosa di suo, quest’anno resa ancora più dolce dal ritorno di re Roger e dalle ultime novità in ordine di tempo. Il torneo 2017 accompagnerà tutte le sessioni serali con uno spettacolo stroboscopico illuminato da 200 faretti e diretto dal dj Ned Beckley, la Garden Square sarà animata dalle immagini a grandezza naturale dei tennisti pronti a scendere in campo e che verranno presentati in 3D. Chi siederà nella Rod Laver Arena vedrà poi i tempi morti ravvivati dalla bongo cam (presente lo show di Federer alla Hopman Cup?) o potrà farsi immortalare da una diavoleria battezzata Fan Cam, una sorta di spidercam personalizzata, programmata per stanarti e sparare selfie a comando. In pratica, tu digiti tramite una app il numero del tuo posto, lei ti viene a cercare, ti fotografa col plexicushion sullo sfondo e zac! diventi anche tu parte dell’universo social dell’Australian Open.

Anzi, dell’AO, come da nuovo logo minimalista. L’unica cosa a non cambiare, almeno quest’anno, sono i prezzi dei biglietti. Tiley li ha voluti lasciare invariati, perché sono i posti a sedere in tutto l’impianto ad essere cresciuti di numero. E non solo perché sui campi secondari sono aumentati i seggiolini, ma perché la vera novità 2017 sono le postazioni a bordo a campo sul centrale stile NBA. I posti al sole, a pochi metri dal rettangolo, consentiranno all’appassionato che non soffre di torcicollo di cogliere ogni sfumatura. Il pacchetto – riservato agli sponsor – è acquistabile per una cifra che oscilla tra i 2,500 e il 25mila dollari australiani (tra i 1700 e i 20mila euro), comprende anche un servizio catering a pochi metri da Djokovic e Murray (che tanto per cambiare giocheranno la finale) e assicura un’esperienza unica da raccontare e più di qualche probabilità di prendersi una pallata. Anche questo, del resto, farebbe spettacolo.



di Dario Castaldo

Commenti

di' la tua, scrivi un commento a questo articolo
COMMENTA QUESTO ARTICOLO
ITF Pro Circuit
www.lexicon.it

Federazione Italiana Tennis - P. IVA 01379601006       Cookie Policy