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gen 16
DJOKOVIC E’ UNA SENTENZA
Solo tre game per Nadal in finale a Doha
Rafael Nadal  (foto Getty Images)
La notizia che arriva da Doha è una sentenza: la distanza tra Djokovic e Nadal è ancora tanta. Troppa, forse, perché il mancino spagnolo possa sperare di ribaltare l’inerzia tutta a favore di Nole già agli Australian Open, primo Slam del 2016 al via lunedì 18 gennaio a Melbourne. Lo dicono con chiarezza disarmante i numeri della finale del "Qatar ExxonMobil Open", torneo Atp 250 dotato di un montepremi di 1.221.320 che si è concluso sui campi in cemento del Khalifa International Tennis & Squash Complex di Doha, uno dei tre eventi che hanno inaugurato la stagione del circuito maschile. Si è registrato un dominio assoluto del numero uno: 61 62 in un’ora e 13 minuti. Indicativa una frase che Nadal ha rivolto a uno spettatore che lo invitava a reagire sul finire del secondo set: “Prova a giocare tu se vuoi. O preferisci farmi da allenatore?”, ha malinconicamente detto Rafa, segno evidente di una resa inevitabile. Una lezione dura da digerire e metabolizzare. Alla fine si sono contati 30 vincenti del serbo contro 9 dello spagnolo, che non ha avuto neppure il tempo di rendere il match fisico nella speranza di allungarlo. Mai prima aveva ceduto così nettamente al grande rivale.

MATCH A SENSO UNICO – Si è visto un Djokovic sempre padrone del gioco, con Nadal costantemente costretto a rincorrere tre metri buoni fuori dal campo. Un campo che, scambio dopo scambio, diventava sempre più in salita per Rafa, come un Mortirolo in cima al quale non appariva mai lo striscione del traguardo, ma neppure quello dell'ultimo chilometro. Non c’è stato un solo momento in cui lo spagnolo, attualmente numero 5 del ranking, che pure non ha giocato male, ha dato l’impressione di poter scalfire lo strapotere dello scatenato rivale, implacabile finanche a rete, zona del campo in cui non eccelle. Il 28enne campione di Belgrado lo ha infilato sia di diritto che di rovescio senza sbagliare praticamente nulla: per mettere a segno un quindici il tennista di Manacor doveva praticamente fare dei mezzi miracoli, vista la profondità e precisione dei colpi dell’avversario. Il primo set è volato via in mezz’ora: subito 3-0 per Nole, quindi 61 con precisione chirurgica. Nel secondo parziale sarebbe stato fondamentale per Nadal non cedere subito il turno di battuta: a condannarlo è stato un recupero strepitoso di diritto di Djokovic con seguente accelerazione, sempre di diritto, di Nadal out di un niente. Ancora un break, il quarto della sfida e sempre a favore di Nole, sul 3-1 e match in archivio: 62 su una risposta in rete di diritto di Rafa.

PRIMO SUCCESSO A DOHA – Per Djokovic era la prima finale in Qatar, la 16esima consecutiva, l’86esima complessiva: 60 i titoli vinti. Il suo 2016 comincia ancor meglio dello straordinario 2015: dodici mesi fa, infatti, era stato sconfitto nei quarti dal gigante croato Karlovic. A una settimane dagli Australian Open si riparte dalle solite inattaccabili certezze: contro Djokovic non ce n’è per nessuno, per metterlo in difficoltà bisognerebbe farlo giocare a Melbourne con l’handicap. Scegliete voi quale.

IL SORPASSO – Il successo a Doha permette a Djokovic di mettere la freccia e sorpassare Nadal nel bilancio dei confronti diretti (era il 47esimo): 24-23 per il serbo. Rafa non lo batte dalla finale del Roland Garros 2014 (da allora sono state 5 vittorie consecutive per Nole, che non ha concesso al rivale nemmeno un set). Per trovare un successo sul cemento del 29enne spagnolo bisogna tornare ancora più indietro, alla finale degli US Open del 2013. Nadal si consola con la finale numero 99 in carriera (67 i trofei già in bacheca), la terza a Doha dove era già arrivato in fondo nel 2010, fermato da Davydenko (dopo aver fallito un match-point), e nel 2014 quando ha vinto il titolo superando Monfils. A Melbourne sarà quinta testa di serie: deve augurarsi di non capitare nel quarto di Djokovic. Ma chi di speranza vive...



di Angelo Mancuso

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