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mar 15
LA' DOVE OSANO I MAESTRI
Il fascino dei "1000" tra record e sorprese
Rafa Nadal
Indian Wells entra nel vivo e si inizia a respirare aria di Masters 1000. Aria che profuma di storia, breve ma già affascinante. Il mini-circuito nasce nel 1990 e ha già una vita piuttosto travagliata. Nell'anno delle Notti Magiche, l'ATP ha preso in mano il circuito mondiale, lasciando alla Federazione Internazionale la sola Coppa Davis e i tornei del Grande Slam (poi diventati sostanzialmente autonomi). Sin dall'inizio, l'ATP ha diviso per categorie i propri tornei, scegliendo un elite di nove eventi. Ben sette sono ancora in corso, ottima percentuale se consideriamo che dal 1990 ad oggi sono solo 29 i tornei ad essersi sempre disputati. Amburgo è stato declassato per lasciare spazio a Madrid, mentre merita due righe l'attuale evento di Shanghai, che in 25 anni ha cambiato ben cinque sedi. Dal 1990 al 1994 si è giocato a Stoccolma, ma lo scarso interesse del pubblico scandinavo ha convinto i tedeschi (in piena epoca Becker-Stich) ad acquistarlo. Nel 1995 si giocò ad Essen (grande vittoria di Thomas Muster), poi dal 1996 al 2001 si è tenuto a Stoccarda. Con il nuovo millennio, il proprietario Ion Tiriac ha pensato bene di abbandonare una Germania che si stava sgretolando e passare nella rampante Spagna. Dal 2002 al 2008 si è giocato indoor a Madrid. Ma quando il torneo spagnolo si è spostato in primavera, sulla terra, il penultimo torneo è piombato a Shanghai, ex sede delle ATP Finals. Ancora cambiamenti nel 2009, anno dell'ultimo restyling del circuito. Prima di ripercorrerli, vale la pena ricordare che non è stato un passaggio indolore. Amburgo, infatti, non aveva nessuna intenzione di cedere il proprio status. Per questo ha intentato una causa milionaria all'ATP. Niente da fare: gli accordi prevedevano che la stessa ATP potesse effettuare la modifica. Proprio questi vincoli contrattuali sembrano mettere in difficoltà gli attuali Masters 1000: la stampa americana ha parlato di una possibile causa all'ATP per aver imposto un sostanzioso aumento dei montepremi, tuttavia gli accordi darebbero ragione all'associazione giocatori. Ma questa è un'altra storia. Tornando ai nove super-tornei, in 25 anni hanno avuto cinque denominazioni. Eccole:

1990 – 1994 ATP Championships Series
1995 – 1999 ATP Super 9
2000 – 2004 Tennis Masters Series
2005 – 2008 ATP Masters Series
2009 – oggi ATP Masters 1000

La formula è rimasta più o meno la stessa. Il cambiamento più sostanziale era previsto nel 2009, quando Monte Carlo avrebbe dovuto essere declassato ad ATP 500, riducendo a otto i super-tornei. I giocatori si sono arrabbiati e hanno ottenuto ciò che volevano: il Country Club conserva il suo Masters 1000, sia pur senza iscrizione obbligatoria per i top-players. In verità, gli attuali Masters 1000 si giocano sin dal 1970, ma il 1990 è universalmente considerata la data d'inizio. Salta all'occhio un dato: i plurivincitori sono proprio gli attuali Big-Three. Davanti a tutti c'è Rafael Nadal con ben 27 titoli, seguito da Roger Federer a 23 e un minaccioso Novak Djokovic a quota 20. In quarta posizione, con i suoi 17 titoli, si trova Andre Agassi. Si pensava che il record fosse imbattibile, invece il tennis è entrato in una nuova fase. Le superfici si sono sempre più omologate, rendendo il gioco prevedibile e consentendo ai più forti di vincere più o meno dappertutto. A parte Roger Federer, i maggiori beneficiari del “nuovo” tennis sono stati Rafael Nadal, Novak Djokovic e (in subordine) Andy Murray. Lo spagnolo ha intascato la bellezza di 19 Masters 1000 sulla terra battuta (8 a Monte Carlo, 7 a Roma, 3 a Madrid e 1 ad Amburgo). Ne ha vinti anche otto sul cemento, ma difficilmente ci sarebbe riuscito anche solo 12-15 anni fa. Il tennis di oggi è perfetto per il gioco “all-court” di Novak Djokovic. Il serbo è a quota 20 ed è l'inseguitore più minaccioso di Nadal. Nole è a un passo da un'impresa clamorosa, impensabile fino a qualche anno fa: intascare il Career Masters 1000, ovvero vincerli tutti e nove almeno una volta. Ce la può fare, giacchè il tassello mancante riguarda Cincinnati, torneo che gli è particolarmente favorevole: non a caso ci ha giocato diverse finali. I Masters 1000 rivestono grande importanza nel calendario e anche nelle teste dei giocatori, soprattutto da quando l'ATP ha reso obbligatoria la partecipazione dei migliori (ad eccezione di Monte Carlo). Tuttavia, la distanza con gli Slam in termini di prestigio è ancora abissale. I motivi sono tanti: oltre alla “volatilità” dei tornei (i cambiamenti non fanno bene alla tradizione), 25 anni non così tanti per creare storia e prestigio assoluti.

L'altra ragione riguarda la lista dei vincitori. Scorrendo gli albi d'oro troviamo una lunga serie di “One Time Winners”, giocatori che hanno brillato per una settimana salvo scomparire (o semplicemente senza confermarsi). Succede anche negli Slam, ma nei 1.000 è un fenomeno troppo frequente. O meglio, lo è stato. Negli ultimi 5 anni si sono giocati 45 Masters 1000. Di questi 39 sono andati a Federer, Nadal, Djokovic o Murray. Gli altri successi, uno a testa, appartengono a Ivan Ljubicic, Andy Roddick, Robin Soderling, David Ferrer, Jo Wilfried Tsonga e Stan Wawrinka. Tutti ottimi giocatori, che non sfigurano negli albi d'oro. Se però scorriamo indietro troviamo tanti nomi a sorpresa. Il caso più clamoroso è quello di Roberto “dinamite” Carretero, che nel 1996 si impose ad Amburgo partendo dalle qualificazioni, battendo Kafelnikov in semifinale e Corretja in finale. Doveva essere la nuova star del tennis spagnolo, è rimasto una clamorosa meteora. Più in generale, Amburgo è il torneo con più vincitori a sorpresa. Anche per questo si era diffusa la voce che portasse sfortuna. In effetti se lo sono aggiudicati anche Juan Aguilera, Karel Novacek e il “dragone” Albert Portas nel 2001. C'è un altro caso piuttosto clamoroso, spesso dimenticato: Chris Woodruff. Nel 1997, il tennista americano si impose a Montreal battendo in finale Guga Kuerten (che peraltro ebbe da ridire sull'arbitraggio). Mai oltre il numero 29 ATP, sarebbe il carneade per eccezione se non ci fosse stato Carretero. A parte un'altra semifinale a Indian Wells, il suo bilancio nei Masters 1000 era terribile. Dando un'occhiata agli albi d'oro, si scopre che il torneo con più sorprese dopo Amburgo è proprio il Canadian Open. Nel 2001, approfittando del periodo di transizione tra l'era di Pete Sampras e quella di Roger Federer, Andrei Pavel intascò un clamoroso titolo. In finale superò Pat Rafter, ancora scosso dalla recente sconfitta a Wimbledon. Il rumeno? Molti pensarono che fosse il giusto premio per un tennista che aveva abbandonato un torneo per correre al capezzale della moglie incinta. La storia ci ha consegnato un Pavel non così irreprensibile, ma l'impresa resta. In ordine cronologico, l'ultima grande sorpresa porta la firma Guillermo Canas a Toronto 2002. Battendo solo top-15 (tra cui Federer, Kafelnikov e Roddick) passò la settimana della vita. Da allora, i Masters 1000 sono diventati proprietà privata per i top-players. Per il prestigio è meglio, per lo spettacolo non sappiamo. Forse sarebbe meglio tornare all'imprevedibilità di qualche anno fa, in modo che qualche italiano possa infilarsi nei rari buchi in tabellone. La nostra storia narra di quattro semifinali:

1995, Monte Carlo: Thomas Muster b. Andrea Gaudenzi 6-3 7-6
2007, Roma: Fernando Gonzalez b. Filippo Volandri 6-1 6-2
2008, Amburgo: Roger Federer b. Andreas Seppi 6-3 6-1
2013, Monte Carlo: Novak Djokovic b. Fabio Fognini 6-2 6-1

Il più vicino all'impresa è stato Gaudenzi, che a Monte Carlo si fece irretire dalle sceneggiate di Thomas Muster, suo compagno d'allenamenti, che sembrava morire sul campo vittima di chissà quali dolori. Invece la spuntò e battè Becker in finale (tra velate accuse di doping del tedesco). Gli altri arrivarono piuttosto stanchi all'appuntamento. Tuttavia, i risultati di Seppi e Fognini dimostrano che possono esserci tabelloni interessanti anche nell'epoca dei Djokovic e dei Nadal. Bisogna essere bravi ad approfittarne. Qui sotto, riportiamo la classifica dei plurivincitori (era ATP, quindi dal 1990 in poi) e gli attuali Masters 1000 con l'anno della prima edizione e la capienza del campo centrale. Un affascinante giro del mondo in nove tappe. Ma in mongolfiera possono salirci in pochi.


MASTERS 1000 - I PLURIVINCITORI
Djokovic vuole il Career Masters 1000

Rafael Nadal – 27
Roger Federer – 23
Novak Djokovic - 20
Andre Agassi – 17
Pete Sampras – 11
Andy Murray – 9
Thomas Muster – 8
Michael Chang – 7
Boris Becker – 5
Jim Courier – 5
Gustavo Kuerten – 5
Marcelo Rios – 5
Andy Roddick – 5
Marat Safin – 5

GLI ATTUALI MASTERS 1000
Il più antico è il Canadian Open

Indian Wells – Nato nel 1987 – Campo Centrale da 16.100 posti
Miami – 1985 – 13.300
Monte Carlo – 1897 – 9.000
Madrid – 2002 – 12.500
Roma – 1930 – 10.400
Canadian Open * - 1881 – 11.700 / 12.500
Cincinnati – 1899 – 11.435
Shanghai – 2009 – 15.000
Parigi Bercy 1968 – 14.000

(*) si gioca a Toronto negli anni pari, a Montreal in quelli dispari



di Riccardo Bisti

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