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mag 14
CI RISIAMO: ITALIA-FRANCIA
Un’accesa rivalità che parte da lontano
Fabio Fognini (foto Tonelli)
PARIGI – Ci risiamo: Italia contro Francia. Siamo già in clima Mondiali di calcio brasiliani e qui a Parigi sabato andrà in scena un gustoso anticipo, ma su un campo da tennis, quello del “Suzanne Lenglen”: Fabio Fognini sfida Gael Monfils, il tennista “rasta” idolo locale (è nato proprio a Parigi). “Il pubblico potrebbe incidere perché sarà ovviamente tutto dalla sua parte – ha ammesso il ligure – io spero di mettere in mostra il mio miglior tennis contro un avversario fortissimo nei recuperi e che quando gioca qui si esprime sempre alla grande”. Non a caso il 27enne parigino vanta una semifinale nel 2008 e altri due quarti al Roland Garros.
“E poi c’è la rivalità con i francesi, da sempre molto accesa”, aggiunge Fabio. Insomma non è difficile immaginare che assisteremo ad un tifo da stadio di calcio: tutto esaurito, in 9mila sulle tribune. Anche perché i nostri cugini d’oltralpe in passato non sono stati teneri con Fognini. Sarà perché Fabio nel 2010 mise ko proprio Monfils vincendo 9-7 al quinto un match durato due giorni. I francesi non la presero bene. Infatti due anni dopo l’epico successo dell’azzurro sullo spagnolo Albert Montanes, le 4 ore e 22 minuti di emozioni, il finale palpitante giocato su una sola gamba, i 5 match point annullati, non andarono giù alla stampa transalpina, che ancora una volta non si lasciò sfuggire l’occasione per pungerci. “Commedia all’italiana”, fu il commento più ricorrente sulle pagine dei quotidiani di queste parti. Peccato che poi Fabio non giocò il quarto di finale contro Djokovic perché infortunato davvero.
Nella rivalità tra Italia e Francia non sono mai mancati spunti. Nel calcio, con la testata di Zinedine Zidane a Marco Materazzi nella finale dei Mondiali in Germania nel 2006 vinta dagli azzurri ai rigori (qui ancora non se ne sono fatti una ragione), nel rugby con la storica affermazione (22-21) della squadra azzurra sui Bleus al Flaminio di Roma nel marzo 2011. E ancora nel nuoto con la rivalità tra Federica Pellegrini e Laure Manaodou. Chi più ne ha più ne metta.
“L’Italia non è un paese povero, è un povero paese”, diceva Charles De Gaulle. Fu Giovanni Agnelli a ricordarlo, alla vigilia di Italia-Francia, quarti di finale del Mondiale del 1998. Passarono loro: Luigi Di Biagio calciò l’ultimo rigore sulla traversa. Era la terza volta (ottavi ai Mondiali del 1986 in Messico e un’amichevole di sei anni prima al Parc de Princes) che la Francia batteva l’Italia in quasi 90 anni di calcio: per loro gli azzurri erano diventati un’ossessione. E Italia-Francia fu la prima partita della nostra storia: 15 maggio 1910, Arena di Milano, 6-0 per noi. Se è per questo, nel 1925 a Torino i gol furono 7, con tripletta di Baloncieri e doppietta di Levratto, quello che spaccava le reti. Un dominio quasi imbarazzante. I francesi giocarono in casa nel 1938, ma vennero travolti a Parigi per 3-1: gli azzurri di Pozzo dominarono grazie alla doppietta di Piola e al gol di Colaussi. Un mese dopo la vittoria di quel mondiale, Gino Bartali trionfò al Tour: “Ils gagnent tout, ces italiens”, brontolò Albert Lebrun, presidente della Repubblica, che non ci amava più di De Gaulle. La finale europea del 2000 l’avevamo quasi vinta. L’unico errore di Fabio Cannavaro ci costò il pareggio nel finale. Avevano inventato una regola assurda e per fortuna dimenticata, il “golden gol”, che distrugge la legge fondamentale del calcio (e non solo): non è mai finita finché non è finita. Lo segnò David Trezeguet, franco-argentino appena comprato dalla Juve.
E nel tennis? Le tante recenti ed appassionanti sfide di Fed Cup tra Schiavone & Co e Mauresmo o Cornet & Co. Come dimenticare Nancy e Orleans? E, tanto per rimanere a Porte D’Auteil, il successo a sorpresa nel 2004 di Potito Starace sull'idolo del momento Sebastien Grosjean sul "Suzanne Lenglen" (proprio il campo dove si giocherà sabato) e naturalmente quello del 2010 a notte fonda di Fognini sull’eroe di casa Monfils del quale abbiamo già parlato e che tanto è rimasto sullo stomaco al funambolico ed estroso Gael. Un italiano non vinceva un match sul centrale parigino dai tempi di Andrea Gaudenzi, che nel 2002 eliminò in quattro set Pete Sampras.
Non sanno i francesi che il ligure avrà pure un carattere imprevedibile e ribelle, ma qualche mese fa al Patinodromo di Mar del Plata ha dimostrato quanto può esaltarsi con il tifo contro. Fabio in Argentina non ha battuto solo gli avversari in campo, ma gli ottomila del Patinodromo in una bolgia inverosimile. Alla fine li ha zittiti tutti. “Les cousins” sono avvisati.



di Angelo Mancuso

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