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30

ago 12
US OPEN - DAY 3: ARRIVEDERCI KIM
Clijsters, sconfitta e addio. Murray passeggia
Kim Clijsters saluta il pubblico degli US Open dopo l'ultimo match della sua carriera (foto Tonelli)
NEW YORK - Laura Robson aveva appena 9 anni, al tempo dell'ultima sconfitta di Kim Clijsters agli US Open. E' lei, sorridente 18enne britannica dal futuro radioso e dal diritto letale, a mettere la parola fine alla carriera di una leggenda del tennis femminile, nonché una delle storie più belle che questo sport abbia saputo raccontare negli ultimi anni. Una partita lottata ed emozionante, decisa da due tiebreak, entrambi a favore di Laura.
Kim si è fatta rimontare un vantaggio di 5-2 in un primo set che avrebbe dovuto e potuto vincere, ma nel resto dell'incontro i meriti della sua avversaria hanno comunque superato i problemi della fiamminga sul campo. Il nervosismo di chi gioca ogni partita sapendo che potrebbe essere l'ultima è difficile da nascondere e da gestire, e ha sicuramente causato qualche difficoltà alla belga. Kim ha comunque lottato, con le unghie e con i denti, annullando due match point con il servizio prima di approdare al tie break, vinto con grandissimo coraggio dalla Robson. La terza e decisiva palla per chiudere l'incontro se la procura infatti con uno strepitoso diritto lungolinea che pizzica la linea quando, sul 5 punti pari, la tensione tocca il punto più alto.
La mamma più di successo della storia del tennis saluta quindi dall'Arthur Ashe Stadium, che l'ha vista conquistare 3 dei suoi quattro titoli dello Slam. “Uno dei miei sogni più grandi si è avverato qui nel 2005. Mi sembra che sia il posto perfetto per ritirarmi”, ha detto, riuscendo a trattenere le lacrime.
E' stata una delle campionesse più importanti degli ultimi 20 anni del tennis, e se ne sentirà la mancanza.

Riesce difficile ricordare un inizio di Slam con tante rimonte quante se ne sono viste nei primi tre giorni di questi US Open. Nel maschile, sono già ben nove le partite di primo turno che hanno visto un giocatore in svantaggio di due set prevalere al quinto.
L'impresa di giornata la firma Ernests Gulbis, che sotto di due set e un break contro Tommy Haas, a suon di bordate ha finito per prevalere con il punteggio di 36 46 64 75 63. Un match spettacolare, che il lettone ha vinto sfruttando il vantaggio anagrafico nei confronti del 34enne tedesco. I dieci anni di differenza tra i due si sono infatti sentiti tutti nel quinto set, quando Haas ha cominciato ad accusare crampi e difficoltà di spostamento anche a causa del caldo umido di questi giorni a New York.
La rimonta più incredibile è invece quella di Gilles Muller, il lussemburghese che negli Slam sembra trasformarsi in un incubo per i suoi avversari. Lo è stato e lo sarà sicuramente per Mikhail Youzhny, ammesso che il russo riesca a dormire, dopo aver dominato per oltre due set il suo avversario e aver sprecato più match point, prima di essere battuto con l'incredibile punteggio di 26 36 75 76(6) 76(6).
Rimonta due set anche Janko Tipsarevic, alla wild card francese Guillame Rufin. Il serbo, testa di serie numero 8, passa al secondo turno con il punteggio di 46 36 62 63 62.
Ha rischiato di vedersi risucchiare al quinto set anche John Isner, contro il belga Xavier Malisse. Potrà non aver mai sfruttato a pieno il suo immenso talento, ma l'ex semifinalista di Wimbledon continua ad essere un cliente pericoloso: la testa di serie numero 9 ha tirato un grosso sospiro di sollievo, ben visibile anche in tv, quando ha vinto un combattutissimo tie break del quarto set per chiudere la partita 63 76(5) 57 76(9).
Bella vittoria di David Ferrer, che dopo essere apparso un po' appannato nelle uscite più recenti, nel suo debutto a New York ha regolato un avversario scomodo e spigoloso come il gigante sudafricano Kevin Anderson con il punteggio di 64 62 76(3).
Per quanto dispiaciuto, è molto probabile che Juan Martin Del Potro si sia lasciato andare a un sospiro di sollievo quando ha saputo che il connazionale David Nalbandian, suo avversario designato per un primo turno da brivido, si sarebbe ritirato dal torneo. Poco problematica è stata la sua vittoria sul lucky loser Florent Serra, battuto per 64 76 64. Tutto facile anche per Andy Murray: 62 61 63 al croato Ivan Dodig.

Grazie a una brillante estate sul cemento nordamericano, Li Na si è guadagnata il ruolo di outsider in questi US Open. La sua partita di secondo turno contro Casey Dellacqua è stata però molto, troppo complicata. Il punteggio, 64 64 in favore della cinese, nulla dice di un secondo set in cui la testa di serie numero 9 è stata sotto addirittura 4-0.
Decisamente meno problematiche le vittorie di Victoria Azarenka, Maria Sharapova, Petra Kvitova e Samantha Stosur. Vika ha ceduto appena due giochi per parziale (62 62) alla belga Kirsten Flipkens, la russa ha concesso appena un game alla spagnola Lourdes Dominguez Lino (60 61), la ceca ha battuto la francese Alize Cornet per 64 63. Anche per loro si trattava di partite di secondo turno. Infine l'australiana, campionessa in carica degli US Open, ha rifilato un secco 63 60 alla rumena Edina Gallovits-Hall.

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