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18

ago 12
MASTERS 1000 CINCINNATI
Djokovic e Federer per una finale da sogno
Novak Djokovic (foto Tonelli)
Sarà la finale più nobile, quella più attesa e quella dal pronostico più incerto, quella che concluderà questa bellissima edizione del torneo di Cincinnati. Sarà la ventottesima sfida tra Roger Federer e Novak Djokovic a decidere chi entrerà a New York con il ruolo del favorito. Lo svizzero conduce 15 a 12 nei precedenti, l'ultimo dei quali è stata la finale dello scorso Wimbledon.

Roger Federer ha battuto Stanislas Wawrinka, ha raggiunto la finale di Cincinnati e ha difeso la prima posizione mondiale fino al termine degli US Open. Insomma, non può che essere soddisfatto, lo svizzero più illustre, della sua settimana di rientro dopo le Olimpiadi. Non può dirsi deluso nemmeno lo svizzero meno illustre, Stanislas, che ha giocato una partita eccellente e di intensità straordinaria per un set e mezzo, pur uscendo battuto per 76(4) 63.
Federer invece sembra continuare a giocare con la freschezza e la continuità di un venticinquenne, nonostante l'anagrafe dica 31 anni. Il primo set è stato di qualità altissima: i due svizzeri si sono scambiati scambi a ritmo vertiginoso per un'ora esatta. Roger ha avuto cinque opportunità di chiudere il set prima del tiebreak, ma dall'altra parte ha trovato solida e determinata opposizione. Le fasi finali del parziale sono quasi entusiasmanti: a prevalere è Federer, che capitalizza in modo spietato l'unico errore di Wawrinka, che arriva sul 3-2. Un punto giocato alla perfezione in difesa deraglia nel momento in cui poteva tradursi in attacco, con Stanislas che mette lungo un comodo attacco di rovescio. Roger non sbaglia nulla, e chiude per 7 punti a 4, grazie anche a una volèe bassa quasi soprannaturale.
La fase iniziale del secondo set rimane sui livelli del primo, fino a quando Federer non applica un'ulteriore e devastante accelerazione al proprio gioco, sul 3 pari. A break ottenuto, la partita si esaurisce. Finisce poco dopo con un doppio fallo di Wawrinka, che avrebbe meritato miglior epilogo.

Purtroppo, non c'è invece mai stata la partita equilibrata e appassionante che in molti si aspettavano nascesse dalla sfida tra Novak Djokovic e Juan Martin Del Potro. Il serbo si è preso la rivincita sulla sconfitta patita da Delpo nel match Wimbledon che assegnava il bronzo olimpico a Wimbledon, battendolo sul cemento americano per 63 62.
Una partita condizionata, non si sa fino a che punto, dal polso sinistro dolorante dell'argentino. Dopo aver combattuto per i primi 20 minuti di partita, la resistenza opposta al numero 2 del mondo è andata progressivamente calando. Il primo parziale è stato deciso da un solo break, ma l'andamento della partita è andato delineandosi sempre più chiaramente, per poi prendere forma definitiva nelle prime fasi del secondo set, quando Del Potro ha prima perso il servizio sull'1 pari, poi ha fallito due palle del controbreak sul 3-2 per Nole. Evidente il fastidio al polso sinistro, che la prossima settimana verrà controllato da uno specialista nel Minnesota, per escludere qualsiasi problema rilevante che potrebbe comprometterne la partecipazione agli US Open.
Nole invece, senza fastidi di nessun tipo, vince la sua nona partita consecutiva e si qualifica per la settima finale di quest'annata che qualcuno ha l'ardore di chiamare deludente.

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