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04

lug 12
FEDERER REGALE, SF CON DJOKOVIC
Roger da record. Grande Murray, ora Tsonga
Roger Federer (foto Tonelli)
LONDRA - Dopo le sofferenze procurate a Roger Federer e ai suoi tifosi da Benneteau, schiena e Malisse, nei quarti l'unico a patire sul Centre Court di Wimbledon è stato un impotente Mikhail Youzhny. Nel suo primo quarto di finale in carriera ai Championships, il russo è stato spazzato via dal campo dal miglior Federer del torneo, con il punteggio di 61 62 62. L'unica traccia degli acciacchi di lunedì scorso è una tshirt nera, per evitare eventuali colpi di freddo e appena visibile sotto la tradizione polo bianca. Per il resto, reattività, movimenti e colpi sono tornati ad apparire al meglio.

Con questa vittoria Roger si qualifica per la sua ottava semifinale di Wimbledon, la prima dall'edizione poi vinta del 2009. E' la sua 32esima in generale negli Slam, un nuovo e ulteriore record assoluto: superato un'altra volta il povero Jimmy Connors, che nelle ultime sei settimane si è visto portare via dallo svizzero diversi record. Questa volta tocca al numero delle semifinali Slam. L'americano aveva 39 anni quando, agli US Open e da wildcard, raggiunse in modo epico la sua 31esima semifinale. Roger ne aveva 30 quando l'ha eguagliato, un mese fa al Roland Garros, e ne ha ancora 30 adesso, quando lo scavalca.

Che Federer fosse determinatissimo lo si capisce fin da subito. Nel secondo game, recupera da 40-0 sul servizio del russo per procurarsi il primo break dell'incontro. Prima della fine dell'incontro ne conquisterà altri cinque, senza subirne nessuno. Sul campo è onnipotente: ubiquo e letale. E' facilmente comprensibile la frustrazione di Youzhny, che a più riprese fa sorridere il pubblico con qualche esultanza ironicamente esagerata dopo le rare conquiste di un game oppure con urli di rabbia, anche se poco ha da rimproverarsi.

D'eccezione il parterre del Royal Box del Centrale: ad affiancare il sangue reale del Principe William con la consorte Kate, c'erano i non meno nobili Rod Laver, Andre Agassi e Steffi Graf.
Chissà se si sono divertiti assistendo al quarto di finale di Wimbledon più a senso unico dal 1989, quando Boris Becker dominò l'americano Chamberlin con il punteggio di 61 62 60.

Più incerto, ma solo nel primo set, il match tra Novak Djokovic e Florian Mayer, disputatosi sul Court 1 in contemporanea a Federer-Youzhny. Con la vittoria ottenuta sul tedesco per 64 61 64, il serbo ottiene la quarta qualificazione per le semifinali dei Championships.
Mayer, che era al suo secondo quarto di finale a Wimbledon, ha avuto innumerevoli occasioni per strappare almeno un set al campione in carica. Nel primo set è stato avanti di un break sul 3-2 e si è portato sullo 0-40 in suo favore sul servizio di Djokovic. Sulla prima di quelle tre palle break ha mancato una volèe decisamente possibile: si è rivelato essere l'ultimo treno, considerando che nel turno di servizio successivo ha perso il set e di fatto l'incontro.
Se i record di Federer sembrano inavvicinabili, anche Nole sta costruendo una carriera assolutamente leggendaria: quella che i due disputeranno venerdì, in una versione inedita su erba di una sfida già giocata 26 volte, sarà la nona semifinale consecutiva del serbo negli Slam. Risale al Roland Garros 2010 l'ultima sconfitta prima del penultimo atto in un major.

Se c'erano ancora dei dubbi sulle qualità di Andy Murray, la sua straordinaria vittoria su David Ferrer è destinata a cancellarli quasi tutti. Sotto gli occhi del proprio Principe e con la pressione di un intero Paese sulle spalle, ha affrontato e battuto il giocatore più scomodo e ostico che si possa immaginare. Lo spagnolo, davvero in stato di grazia in questo 2012, non è apparso mai sconfitto fino all'ultimo liberatorio ace che ha fermato il punteggio sul 67 76 64 76 finale.
Una partita che definire equilibrata è riduttivo, ha visto lo scozzese ormai amato anche dagli inglesi correre sull'orlo del precipizio per tutto il secondo set, dopo che aveva perso il primo in un tiebreak che avrebbe forse dovuto vincere. Ma l'unico momento di flessione di Ferrer è arrivato sul 5-4 del secondo parziale, quando si è ritrovato a servire per chiudere – probabilmente – i conti. Con tre errori di diritto ha concesso a Murray di rientrare, come aveva fatto nel primo set. Lo spagnolo sembrava potersi ripetere però anche nella conquista del tiebreak, in cui conduceva 5-2. Ma qui i demeriti di David spariscono, e sale in cattedra un Murray con i nervi d'acciaio: vince sei dei successivi sette punti, salvando un set point e chiudendo per 8 punti a 6.
Il set successivo viene deciso da un break chirurgico sul 4 pari, fatto seguire da un turno di servizio perfetto. Il quarto parziale sembra potersi risolvere a favore di Andy senza troppe sofferenze, ma quando sul 5 pari arriva lo stop per pioggia il risultato è ancora più incerto che mai. Alla fine, dopo una pausa di una ventina di minuti, si andrà al tiebreak. Di nuovo, è lo scozzese a prevalere, giocandolo alla grande: 3 ace, di cui due consecutivi e uno sul match point.
E' la sua quarta semifinale consecutiva a Wimbledon, la decima in totale negli Slam. Murray non avrà ancora vinto un major, ma in pochi saprebbero reggere così bene la pressione incredibile a cui è sottoposto nel torneo di casa.

Affronterà Jo Wilfried Tsonga, che in un match molto meno prevedibile del previsto ha battuto Philipp Kohlscreiber per 76 46 76 62. Per tre set il francese è stato messo in seria difficoltà dal tedesco che ha vinto il secondo set ed è andato vicinissimo a conquistare anche il primo e il terzo. Alla fine però prevale Jo, la quinta testa di serie, che conferma la semifinale dello scorso anno.
Dalla semifinale tra lui e lo scozzese, un incontro già disputato 6 volte con Murray vincente in cinque occasioni, uscirà in ogni caso un finalista che non sa cosa significhi giocare sul Centre Court nella seconda domenica di Wimbledon.

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