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mar 11
IL RICORDO DI ROBERTO LOMBARDI
Ad un anno dalla sua scomparsa
Roberto Lombardi con Corrado Barazzutti
Un anno fa, era il 18 marzo 2010, moriva a 59 anni Roberto Lombardi, ex numero sette d’Italia e Direttore della Scuola Nazionale Maestri. Proprio seguendo il progetto proposto dal professor Lombardi la Federazione Italiana Tennis decise all’indomani della sua prematura scomparsa, per onorarne la memoria, di modificare la denominazione della “Scuola Nazionale Maestri” in “Istituto Superiore di Formazione”, intitolando il nuovo Istituto allo stesso Lombardi. Un segnale forte di continuità: la volontà precisa di operare secondo le linea da lui tracciate.
Una vita dedicata interamente, e con profitto, al tennis: prima bambino appassionato ad Alessandria, insieme con l’amico-rivale Barazzutti, poi giocatore capace di diventare numero 7 d’Italia, 229 del mondo e di strappare, una volta, un set al grande McEnroe. Quindi acuto tecnico e coach del Centro di Riano, infine allo stesso tempo scienziato e intrattenitore grazie al duplice ruolo di Direttore della Scuola Nazionale Maestri e di commentatore televisivo per SKY e SuperTennis, la tv della FIT.
Al di là delle indubbie doti umane e professionali, della travolgente simpatia del personaggio e della capacità di spiegare concetti talvolta complessi con semplicità, ciò che ha profondamente colpito del suo modo di essere è stata la consapevolezza che quel signore così brillante e lucido che vedevamo o ascoltavamo in televisione, era affetto da una malattia orribile, crudele e, nel suo caso, anche tragicamente veloce nel suo implacabile progredire. Bob ha avuto la forza di andare avanti quasi beffandosi di lei, presentandosi in ufficio con una stampella fucsia e continuando ad apparire in televisione con la solita verve, raccontando aneddoti divertenti come se nulla fosse. Nonostante tutto Bob è riuscito sino alla fine a restare se stesso con grande dignità e leggerezza. Ecco, questa è stata la più grande, bella e indimenticabile lezione del Professor Lombardi, l’ultima.

Nato ad Alessandria il 2 ottobre 1950, compagno di scuola e di tennis di Corrado Barazzutti, negli ultimi anni di vita ha lottato contro la SLA. Nonostante tutto aveva continuato a lavorare con incredibile coraggio e smisurata passione, continuando a fare ciò che più amava: insegnare e raccontare il suo mondo, quello del tennis. Dopo essere stato giocatore di ottimo livello negli anni Settanta, è stato infatti tecnico, giornalista e commentatore per diversi canali televisivi, tra i quali Sky e SuperTennis, la tv della FIT.
E’ stato finalista ai Campionati Assoluti del 1976 a Pescara (battuto da Corrado Barazzutti, attuale capitano di Coppa Davis per 62 62 61) e ai Campionati Nazionali Indoor di Rastignano nel 1979 (sconfitto da Gianni Ocleppo (62 64). La sua miglior classifica nel ranking mondiale è stata numero 221 nel giugno 1976. Ha partecipato cinque volte agli Internazionali d'Italia: la prima apparizione nel 1968, quindi dal 1975 al 1978. A livello internazionale è stato finalista nel 1976 a San Benedetto battuto dallo svizzero Gunthard (26 63 62 63), nel 1977 a Casale superato da Barazzutti (62 64) e a Verona battuto da Restrepo (62 62). Ha raggiunto gli ottavi a Firenze 1976 battendo il sudafricano Bertram al primo turno, prima di cedere all’ungherese Taroczy (64 64) e si è tolto la soddisfazione di strappare un set a John McEnroe al primo turno di Washington 1978 (57 63 62). Cresciuto tennisticamente prima ad Alessandria, sotto la guida del maestro Cornara insieme a Barazzutti, poi sui campi del Centro di Formia, a l livello juniores Lombardi ha vinto il titolo di doppio agli Europei juniores del 1968 in Germania.
Laureato in matematica all’Università di Perugia, dal 1977 si è dedicato all’insegnamento del tennis ed ha fatto parte dello staff del Centro Tecnico Federale di Riano. E’ tornato a lavorare alla Federazione Italiana Tennis nel 2001 dirigendo la Scuola Nazionale Maestri. Celebre per la brillantezza della sue capacità divulgative e di commentatore tv, Lombardi è stato tra i più prestigiosi collaboratori del canale tv della FIT SuperTennis e della rivista federale che porta lo stesso nome.
Il suo ultimo contributo al nostro movimento è stato il libro “Cento anni di tennis italiano”, uscito lo scorso anno in occasione del centenario della Federazione Italia Tennis. Un omaggio postumo al grande amore della sua esistenza, il tennis, un bel libro che purtroppo Bob non ha fatto in tempo a vedere stampato e a tenere in mano, ma dentro al quale lui continuerà a vivere e grazie al quale continuerà a parlarci.

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7

Maestro di Sport. Purtroppo non è facile caro Robertino, come ti chiamava papà, trovare persone per bene e leali come te...ultimamente ne abbiamo viste delle belle !

di sabrina (Venerdì, 3 Giugno 2011 14:49)

6

grande uomo grane maestro,ho studiato e tuttora studio il tennis di r. lombardi

di robertov (Venerdì, 18 Marzo 2011 16:16)

5

Bob, vegliaci dall'alto..... mi manchi molto.....

di Roberto Catalucci (Venerdì, 18 Marzo 2011 13:02)

4

Grazie Roberto,
Sei stato mio compagno di doppio, mio grande amico; abbiamo scambiato migliaia di idee sullo sport che abbiamo sempre amato.
Da ultimo sei stato la soubrette incontrastata della festa che mia moglie mi ha organizzato, a sorpresa, per i miei sessant'anni.
Mi sembra impossibile che, appena tre anni dopo questa festa, nella quale eri nel pieno del tuo splendore di simpatia e salute, tu mi abbia voluto lasciare.
Il tuo discorso in quella occasione e soprattutto la tua splendida esibizione canora da solista, sono ora nelle mani di Caterina.
Mi manchi.
Marco Gilardelli

di Marco Gilardelli (Venerdì, 18 Marzo 2011 12:07)

3

...ciao bob...la vita va avanti ... ma molto di Te rimane in ognuno di quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerti !! Grazie ..Pietro

di Sala Pietro (Venerdì, 18 Marzo 2011 11:16)

2

Unico, inimitabile e purtroppo insostituibile

Ciao
Bob

di Mau (Venerdì, 18 Marzo 2011 10:48)

1

E' un anno che ci hai lasciato prof., ma rimani e rimarrai comunque indimenticabile. Ci hai dato grandi lezioni di tennis e di vita. Qui nel post citano la stampella fucsia, io e i miei compagni non dimenticheremo mai tante altre cose. Quando ad esempio a Tirrenia ti sorprese un acquazzone, ma tu, nonostante fossi completamente bagnato, ci hai voluto comunque far lezione. Alla fine ti parlai di un progetto per il tennis degli adulti e tu mi dicesti "Abbiamo già fatto tante cose per loro, tutto il movimento è ripartito, ora diamoci da fare per dare una mano vera, concreta, ai nostri tecnici e ai nostri ragazzi che provano a diventare dei giocatori" . Quando poi in aula, dopo un concetto espresso da Schmidt sugli allenatori, iniziasti a piangere perchè era quello che ci dicevi da mesi, hai fatto commuovere tutti. Questo eri tu Roberto, un uomo dedito non solo al lavoro, ma alla gente, ad un progetto, al tennis e agli uomini che ci lavoravano. Parliamo tante volte del nostro direttore, di quello che ci hai trasmesso, ci manchi tanto sai..avevamo un punto di riferimento in te, in quello che ci dicevi, nei tuoi consigli. Facevi diventare con una sola frase il problema più grande una semplice inezia. Ciao Roberto, sei nei nostri cuori, ora, sempre.

di Francesco (Venerdì, 18 Marzo 2011 02:30)

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