FEDERTENNIS È ANCHE
SuperTennis TV
Internazionali BNL d'italia
Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”
Centri Federali Tennis
FIT Ranking Program
Beach Tennis
Paddle
SeniorTennis
Tennis in Carrozzina
news
25/11/2009   
di' la tua e visualizza tutti i commenti
Guillermo Vilas

di Amanda Lanari
(da SuperTennis Magazine n.7 di luglio 2009)

Guillermo Vilas è uno degli ultimi tennisti “romantici”: quei personaggi, insomma, la cui storia è più facile raccontarla attraverso le fotografie. Fotografie che ritraggono il giovane toro della Pampas (così era soprannominato allora) in azione sui campi tennis o con uno dei numerosi titoli vinti (quattro dello Slam). Ma anche fotografie “rubate” dai paparazzi che nei primi anni Ottanta lo seguivano senza sosta durante la sua romantica fuga d’amore con la giovane ed irrequieta Carolina di Monaco. Questo era Guillermo Vilas allora: un campione playboy, un uomo dalle mille facce, dai mille “scatti” fotografici. Questo è Vilas oggi: un uomo che continua ad amare il tennis e a vivere la vita a modo suo, come la racconta nelle sue raccolte di poesie (“125 e “Ortiga”) o nel libro “Vilas per Vilas”. Il Vilas di ieri e il Vilas di oggi, insieme, rappresentano il campione che si racconta in queste pagine.

La prima domanda è di rigore: quando ha preso in mano per la prima volta una racchetta da tennis?
A casa mia a Mar del Plata ed il mio primo maestro è stato Felipe Locicero con cui ho cominciato a gareggiare verso gli 11 anni. Ancora lo ricordo con tanto affetto : mi ha fatto amare questo sport.

Perché ha scelto di dedicarsi a questo sport?
Semplicemente per passione… la fatica e gli allenamenti non mi hanno mai pesato, anzi mi piaceva stare su un campo da tennis, ero capace di rimanerci ore e ore. Per giocare a tennis è sempre stata una festa.

Com’era il tennis di allora, quello di cui lei si è innamorato?
Lo sport della racchetta è rimasto più o meno lo stesso, non è cambiato granché … Un tempo, forse, era tutto un po’ più “amatoriale”, oggi invece c’è molta più organizzazione e prpfessionalità. Ma sono i tempi che cambiano e anche il tennis ha avuto la sua evoluzione.

Che cosa intende lei per organizzazione?
Noi dovevamo cavarcela in tutto e per tutto da soli, non viaggiavamo mica con lo staff al seguito… Coach, medico, psicologo, trainer, preparatore atletico. Ogni aspetto della nostra carriera dipendeva da noi stessi, dalle nostre scelte e dicendo questo intendo che non avevamo nessuno con noi che ci organizzasse viaggi, tornei, allenamenti o tempo libero.


Forse, però, così c’era maggiore soddisfazione a vincere… Quali sono le tre vittorie che lei ricorda con maggior piacere?
Sicuramente il primo titolo dello Slam conquistato a Parigi nel 1977, contro l’americano Brian Gottfried, una gioia grandissima. In precedenza avevo già vinto il Masters nel 1974 in Australia. Anche quella fu una bella vittoria perché in finale incontrai Ilie Nastase, uno dei personaggi più grandi del “nostro” tennis ma di questo sport in generale. Al terzo posto metterei poi gli altri tre titoli dello Slam che ho conquistato perché sono titoli troppo importanti per poterne scegliere uno invece di un altro. Ho un bellissimo ricordo anche della vittoria a Roma nel 1980, quando in finale sconfissi un giovanissimo Yannick Noah. Quattro anni prima, sempre in finale al Foro Italico, mi aveva battuto Adriano Panatta.

E’ un po’ un’opinione diffusa che il tennis di quegli anni fosse giocato da veri e propri personaggi che possedevano carisma e quel qualcosa in più che faceva impazzire il pubblico. Lei è d’accordo?
Io credo che la chiave di tutto sia proprio in quello che ho detto poco fa e cioè che eravamo solo noi a gestire il nostro tempo e quindi a decidere cosa fare in campo e fuori… Eravamo completamente padroni della nostra vita, sia nel privato che in campo. Questo ci permetteva di avere molto più contatto con i tifosi e anche in campo c’era meno severità ed eravamo più liberi di esprimerci. Ripeto, i tempi cambiano...

Oggi invece che succede?
Semplicemente che i giocatori sono più controllati e questo va a discapito del contatto umano con i fans… C’è più professionalità, il che non vuol dire che sia un difetto, anzi. Devo dire, però, che mi sembra si stia intraprendendo una strada diversa per tornare al calore di un tempo. Il tennis è fatto anche dai personaggi, gli appassionati vogliono sentirsi vicini ai loro campioni: questo è un aspetto fondamentale perché il tennis continui ad avere un grosso seguito.

Parlando invece di avversari, quali sono quelli che hanno lasciato un segno nella sua carriera?
Un po’ tutti direi, perché a quei tempi eravamo avversari ma anche amici al di fuori del campo. Quindi è naturale che ognuno di loro abbia influito in maniera differente sulla mia vita…

Questa amicizia che vi legava lei riesce a notarla anche tra i campioni di oggi?
Direi di sì… Per quello che ho potuto vedere mi sembra che anche oggi tra i tennisti ci sia il giusto cameratismo. Mi è capitato di vederli mangiare e ridere insieme proprio come facevamo noi ai nostri tempi.

Chi erano i sui compagni di tavola preferiti?
Beh andavo molto d’accordo con Borg, anche se mi ha soffiato più di un titolo dello Slam… Eravamo compagni e facevamo tutto insieme da prendere gli aerei per raggiungere un torneo ad uscire la sera per divertirci. Di questo gruppo facevano parte anche Adriano Panatta e Ion Tiriac. Eravamo praticamente sempre insieme, quasi inseparabili quando giravamo per il mondo da un torneo all’altro. Eravamo davvero amici speciali, una cosa che non capita con tutti.

Ritornando ad oggi, cosa le piace del tennis moderno?
Ci sono molti tennisti che ammiro, a cominciare da Federer e Nadal, e credo che anche oggi le personalità per rendere il tennis spettacolare non mancano, sono semplicemente differenti da com’eravamo noi… Ma sono passati più di 30 anni.


CHI E’ GUILLERMO VILAS

- Nato a Buenos Aires il 17 agosto 1952
- Vive Buenos Aires
- E' stato numero 2 del ranking Atp nel 1975
- In carriera in singolare vanta 62 titoli nel circuito Atp e 14 in doppio
- In carriera vanta quattro titoli in tornei dello Slam (Roland Garros 1977, US Open 1977, Australian Open 1978 e 1979) e altre tre finali (Roland Garros 1975, Australian Open 1977 e Roland Garros 1982)
- Ha anche vinto un Masters nel 1974
- E’ stato campione degli Internazionali d’Italia nel 1980. Nel 1976, sempre al Foro Italico, perse in finale con Adriano Panatta
di' la tua, scrivi un commento a questo articolo
commenta questo articolo
www.lexicon.it
RSS
RITARDO TESSERA 2010
di Nicholas Bolzoni
TORNEO SENZA G. A.
di Alberto Corradini
TORNEI DOPPIO FIT
di Gianluca Silla
LIVE SCORE TORNEI ITALIANI